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Shaftesbury, Anthony Ashley Cooper, 3º cónte di-

filosofo inglese (Londra 1671-Napoli 1713). Ebbe come maestro J. Locke, studiò la filosofia antica e in particolare il platonismo e lo stoicismo. Esercitò un notevole influsso sul pensiero europeo e soprattutto sulla cultura del classicismo tedesco (J. G. Herder, F. Schiller, J. W. Goethe). Una considerevole influenza esercitarono sul suo pensiero gli scritti di Giordano Bruno. Fu anche membro del Parlamento inglese. Nelle sue opere, scritte per lo più in forma di dialogo a imitazione di Platone, trattò soprattutto di problemi etici ed estetici. Nell'uomo si distinguono, secondo Shaftesbury, tre tipi di “affetti”: quelli naturali, quelli innaturali e le passioni egoistiche. La virtù si sviluppa se si riesce a instaurare un giusto equilibrio tra le inclinazioni naturali (tendenti alla socievolezza) e le inclinazioni egoistiche (volte alla conservazione del singolo), sopprimendo invece gli affetti e le tendenze innaturali (asociali e distruttive). Creando l'armonia tra doveri e inclinazioni particolari e individuali, si realizza l'ideale della vita umana e si consegue la felicità. Opere: Inquiry Concerning Virtue or Merit (1699; Ricerca sulla virtù o il merito), The Moralists, a Philosophical Rapsody (1709; I moralisti, una rapsodia filosofica), Sensus communis (1709), Soliloquy (1710; Soliloquio), Characteristics of Men, Manners, Opinions, Times (1711; Caratteristiche degli uomini, dei costumi, delle opinioni e dei tempi).

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