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Shamir, Moshe

scrittore israeliano (Safed, Galilea, 1921-Tel Aviv 2004). È uno dei più rappresentativi della generazione nata nel Paese. Iniziò l'attività di scrittore nel 1946, ma è stato con il lavoro drammatico Kilometer 56 (1949; Km 56) che ha ottenuto i primi riconoscimenti. L'anno dopo ha pubblicato il romanzo Hu Halach Ba-Sadot (Egli andava per i campi), ridotto successivamente, nel 1886, per il teatro. Combatté nella guerra d'indipendenza nel Palmach; militò poi nelle file del Mapam e del partito laburista di sinistra. Membro di un kibbutz in Galilea, impostò la sua prima maniera sulla problematica della vita collettivistica, fino al 1952, quando scoprì il romanzo storico e la sua importanza per la generazione sabra. Nacque così Melech Basar Va-Dam (1954; Un re di carne e sangue), ambientato nel sec. II a. C. Fu questa, della storia, la nuova dimensione di Shamir, proseguita, successivamente, con il dramma Milhemet Benei Ha-Or (1956; La guerra dei figli della luce, in Italia rappresentato a Pisa nel 1961), argomento desunto dai rotoli del Mar Morto e risalente anch'esso al sec. II a. C. A una costante presenza in campo letterario e teatrale (si ricordano i tre volumi Yona Mi Hatzer Aher, Hinumat Ha-Kalah, Ad Ha-Sof, di una trilogia che lo ha vosto impegnato dal 1973 al 1991) Shamir ha affiancato la militanza politica. Membro del movimento della “Grande Israele”, è stato eletto nel 1977 deputato. Nel 1994 ha pubblicato la biografia Reuben Hecht, Agadat Hayim Reuben Hecht, e nel 1997 il volume composito (racconti, saggi, commedie) Avraham Ba-Boker (Abraham al mattino).

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