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Soriano Càlabro

comune in provincia di Vibo Valentia (19 km), 268 m s.m., 15,17 km², 3068 ab. (sorianesi), patrono: san Martino (11 novembre).

Centro posto sul versante tirrenico delle Serre. Di origine normanna, fu feudo dei Carafa dal 1496 al 1648; nel sec. XVI i domenicani vi eressero un grandioso convento, che divenne un importante centro religioso e culturale. L'abitato fu distrutto dal terremoto del 1783.§ Notevoli sono i resti del chiostro e dell'elegante facciata barocca della chiesa di San Domenico, fondata ai primi del sec. XVI, distrutta dal terremoto del 1659, poi ricostruita e definitivamente distrutta dal terremoto del 1783. Sull'area di uno dei cinque chiostri del convento in rovina fu edificata, a partire dal 1838, l'attuale chiesa di San Domenico, con facciata in pietra, opera di artigiani calabresi. Nell'abside sono una tela dei primi del Cinquecento, raffigurante il santo, e un coro ligneo, opera di artisti locali del tardo Settecento. All'interno dell'attiguo convento, anch'esso distrutto nel 1783, poi rifatto e di nuovo danneggiato nel 1917 da un incendio, si conservano numerose opere d'arte sacra provenienti dall'antica chiesa; la biblioteca ospita una ricca collezione di manoscritti e antiche edizioni a stampa.§ Si producono olive, ortaggi e cereali. Fiorenti sono la produzione artigianale di dolci tipici (mostaccioli) e di oggetti in vimini e giunco e la lavorazione della terracotta (pignatte e tegole). L'industria opera nei settori alimentare (semilavorati per pasticceria), meccanico, dei materiali da costruzione e della lavorazione della plastica e della gomma.

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