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Stahly, François

scultore francese di origine svizzera (Costanza 1911-Parigi 2006). A Parigi dal 1931, studiò negli ateliers di A. Maillol e di C. Malfray all'Académie Ranson. Di indirizzo astratto, la sua prima ricerca plastica fu volta al superamento del dato naturalistico con forme inventate dalla fantasia, prossime alla scultura di H. Arp. L'evoluzione dello stile ha portato poi l'artista alla concezione di opere più monumentali e all'uso della pietra, lavorata a blocchi massicci congiunti. Nelle opere più mature (Grande Amante, 1974) il senso del monumentale è suggerito dalla grande forma chiusa, ricavata da un unico blocco di pietra. Stahly ha compiuto interessanti esperienze anche nel campo della decorazione scultorea integrata all'architettura (Cappella del Vaticano all'Expo di Bruxelles del 1958) e ha realizzato per importanti complessi industriali opere in materiali metallici diversi (Segnale, in acciaio inossidabile, per la Compagnia siderurgica francese, 1955). Ha partecipato al movimento Abstraction-Création, al Salon de May e a quello delle Réalités Nouvelles; presente alla Triennale di Milano del 1954, ha vinto nel 1965 il Gran Premio Internazionale per la scultura a Tōkyō.