Questo sito contribuisce alla audience di

Giacométti, Albèrto

scultore e pittore svizzero (Borgonovo, Cantone dei Grigioni, 1901-Coira 1966). Fin dalle giovanili esperienze la sua ricerca si volse contemporaneamente, ma con elaborazioni espressive autonome, sia alla pittura (con la quale l'artista esordì) sia alla scultura (la cui importanza prevalse e fu determinante in tutta l'opera di Giacometti). Frequentò l'École des Arts et Métiers di Ginevra; soggiornò in Italia (1920-21), soprattutto a Venezia e a Roma; nel 1922 si stabilì a Parigi, dove studiò e lavorò presso Bourdelle. Attratto dall'arte negra e attento alla lezione cubista, Giacometti eseguì dal 1925 al 1932 una serie di gessi (Sfera sospesa, 1930, Zurigo, Kunsthaus), dando prova di una fantasia inventiva che interessò il gruppo dei surrealisti, nel cui ambito l'artista fu portato a operare per circa un decennio. Dal 1935 iniziò per Giacometti il periodo più ricco e più travagliato di ricerche e di esperienze per approfondire l'analisi dell'oggetto e tradurre le emozioni interiori, che lo portò a ricostruire la realtà, mediante un processo riduttivo e deformante, in un nuovo rapporto strutturale e quindi spaziale: nacquero, così, le sue sculture filiformi, portate a un verticalismo allucinante, emblematico di una condizione esistenziale (Donna in piedi, 1948; Uomo che cammina sotto la pioggia, 1948; Winterthur, Kunstverein, dalla Fondazione A. Giacometti; Uomo che segnala, Londra, Tate Gallery). Intorno al 1940 strinse amicizia con Picasso e con Sartre e in quest'epoca riprese a dipingere, secondo un realismo vicino a Gruber e per molti aspetti anche a Balthus, con le stesse tematiche e gli stessi problemi formali e spaziali della scultura. Sulla modulazione d'un colore grigio ossessivo, in un gioco instabile di primi piani e di lontananze, l'immagine umana è resa con scarnificante essenzialità di linee e intensa drammaticità espressiva (Testa d'uomo, 1964; Zurigo, Kunsthaus, Fondazione A. Giacometti).

Bibliografia

J. P. Sartre, Giacometti, Parigi, 1954; J. Genet, Alberto Giacometti, Zurigo, 1962; C. Juliet, Giacometti, Milano, 1987.

Media

Alberto Giacometti.