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Stróngoli

comune in provincia di Crotone (24 km), 342 m s.m., 85,29 km², 6107 ab. (strongolesi), patrono: Madonna delle Grazie (14 agosto).

Centro della collina presilana, posto tra il fiume Neto e il torrente Lipuda. È da identificarsi (come dimostrano i reperti archeologici) con Petilia o Petelia, città greca a lungo dominata da Crotone e poi divenuta una delle più importanti roccheforti dei Bruzi nella regione. Fedele a Roma anche dopo la battaglia di Canne (216 a. C.), resistette a un lungo assedio cartaginese (208 a. C.) e da Roma venne ricompensata con il titolo di municipio. In seguito decadde, tanto che al tempo di Giustiniano non esisteva più. Sulle rovine dell'acropoli i Bizantini edificarono il borgo fortificato di Strongylos, che diede origine al paese. Fu più volte oggetto di scorrerie saracene nel corso del sec. X. In età feudale appartenne a vari signori, gli ultimi dei quali furono i Pignatelli (1668-1806).§ In posizione dominante sul luogo dell'antica acropoli è l'imponente castello a pianta quadrilatera (in stato di degrado), probabilmente normanno, ma con aggiunte forse del sec. XIII. Nella parte alta dell'abitato sorge il cinquecentesco duomo, dedicato ai Santi Pietro e Paolo, con interno a tre navate. Vicina è la chiesa di Santa Maria delle Grazie, con una statua marmorea della Madonna (1637) nella facciata e, sull'altare maggiore, una tavola cinquecentesca della Madonna delle Grazie.§ All'agricoltura, con coltivazione di viti (con produzione di vino melissa DOC), olivi, agrumi, cereali e barbabietole da zucchero, e all'allevamento si affianca l'industria, operante nei settori alimentare (trasformazione dei prodotti agricoli) e dei materiali da costruzione. Sono attive cave di zolfo.§ Nelle località di Pietra del Tasauro e di Pianette e nei pressi del cimitero sono visibili resti di costruzioni romane.

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