Questo sito contribuisce alla audience di

Sulerzickij, Leopold Antonovič

regista russo (Žitomir 1872-Mosca 1916). Di umili origini, si interessò fin dall'infanzia al teatro e alle arti, fu buon pittore, cantante, ballerino e scrittore di bozzetti. Iscrittosi nel 1889 alla Scuola di pittura, scultura e architettura, ne fu espulso nel 1894 per propaganda antigovernativa; praticò poi i mestieri più diversi, sia in patria sia all'estero, svolgendo contemporaneamente attività rivoluzionaria. Amico di L. Tolstoj e più tardi di G. Craig, dopo il fallimento della rivoluzione del 1905 entrò al Teatro dell'Arte, portando nel suo impegno una notevole carica di idealismo e di limpidezza spirituale. Aiuto di K. Stanislavskij, lasciò come regista un'impronta profonda; egli ipotizzava un teatro che svolgesse nella vita una missione etica, sollecitando negli uomini la bontà e la dolcezza, e sosteneva l'opportunità di creare una specie di centro comunitario tra attori in cui questi avrebbero dovuto essere completamente autosufficienti, non solo per quanto riguardava l'attività teatrale (dipingere scene e cucire costumi) ma per tutte le necessità della vita comune (coltivare la terra o costruire le abitazioni). Per breve tempo riuscì egli stesso a realizzare parzialmente questo progetto in Crimea e, benché l'esperimento fallisse, le sue idee influenzarono i giovani registi del Teatro d'Arte che, secondo V. Mejerchold, devono essere considerati suoi allievi non meno che di Stanislavskij.