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Técchi, Bonaventura

scrittore e critico italiano (Bagnoregio, Viterbo, 1896-Roma 1968). Insigne germanista, insegnò letteratura tedesca nelle università di Padova e di Roma. Dallo studio del pensiero di W. H. Wackenroder ereditò il tema dell'angoscia derivante dalla ricerca della certezza (Il nome sulla sabbia, 1924), rivelando presto le sue doti di creatore di complesse e suggestive figure femminili, che richiamano il modello fogazzariano (Il vento tra le case, 1928; Tre storie d'amore, 1931; La signora Ernestina, 1936). Dopo un primo tentativo di romanzo (I Villatauri, 1935), Tecchi pervenne, con gli Idilli moravi (1939) e con Giovani amici (1940), alla scoperta della centralità del male nell'esistenza umana. Dopo la pausa di serenità, sotto il segno dell'olimpico classicismo goethiano de L'isola appassionata (1945), l'assillo morale ritorna ne La presenza del male (1949) e in Valentina Velier (1950). La chiarificazione della problematica morale di Tecchi si verifica con Gli egoisti (1959), dove si riscopre l'amore cristiano come unico valore che può redimere dall'egoismo; nella stessa linea si muovono le opere successive (Gli onesti, 1965; Antica terra, 1968; Il senso degli altri, 1968; La terra abbandonata, postuma, 1970; Resistenza dei sogni, postuma, 1978). Fine interprete della vita degli animali e delle opere e dei giorni della vita campestre, Tecchi ha scritto anche: Storie di bestie (1957) e Storie di alberi e di fiori (1963). Tra i saggi si ricordano: Wackenroder (1927), Maestri e amici (1934), L'arte di Thomas Mann (1956), Scrittori tedeschi moderni (1959), Le fiabe di E. T. A. Hoffmann (1962), Goethe in Italia (1967), Svevi minori (postuma, 1976).

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