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Talète di Milèto

(greco Thales; latino Thales-is o -ētis). Filosofo, matematico e astronomo greco (ca. 634-ca. 548 a. C.). Grande viaggiatore, fu in Egitto e a Babilonia. In questi viaggi venne a contatto con le culture scientifiche di quei Paesi. Conobbe le tavole astronomiche e gli strumenti babilonesi per cui è indubbia l'influenza orientale sulla scuola di Mileto. Il teorema che gli viene attribuito, insieme ad altre scoperte, probabilmente fu conosciuto da Talète in Babilonia. Alla ricerca di un'origine unitaria della natura, la identificò nell'umidità, di cui sono impregnate tutte le cose. Non si può tuttavia vedere in essa un vero principio o elemento primo, ma piuttosto il riecheggiare di antiche cosmogonie, che parlavano di masse vorticose d'acqua nel caos primigenio. Unica differenza: l'umidità di Talète è immanente al mondo fisico (ilozoismo) senza l'impulso creativo di forze divine dell'extra. Secondo Aristotele sarebbe un principio divino immanente alla materia e quindi si sarebbe in presenza di un “ilozoismo panteistico”.

Teorema di Talete.

Due rettecomplanari intercettano su un sistema di rette parallele del loro piano segmenti tali che quelli corrispondenti hanno lunghezze in proporzione.

Bibliografia

W. K. C. Guthrie, A History of Greek Philosophy, Cambridge, 1962; G. De Santillana, Le origini del pensiero scientifico, Firenze, 1966; R. Laurenti, Introduzione a Talete, Anassimandro, Anassimene, Bari, 1986.

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