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Torralba

comune in provincia di Sassari (37 km), 430 m s.m., 36,75 km², 1022 ab. (torralbesi), patrono: sant’ Antonio Abate (17 gennaio e terza domenica di ottobre).

Centro del Logudoro, situato alla destra del rio Pizzinnu. Sorto in una zona fittamente popolata in epoca nuragica, nel Medioevo fece parte della curatoria del Meilogu, compresa nel Giudicato di Torres (sec. XI). Passato ai Doria con la fine del giudicato (1255), fu conquistato nel sec. XV dagli Aragonesi, a cui nel 1479 subentrarono gli spagnoli, che diedero il borgo in feudo a Michele Comprat (1627). Nel 1750 i Savoia lo concessero ai Martinez, marchesi di Valdecalzana, da cui passò ai De Queralt, che lo tennero fino all'abolizione dei feudi (1839).§ Nell'abitato è il Museo della Valle dei Nuraghi del Logudoro-Meilogu, che raccoglie numerosi reperti archeologici (dall'età preistorica a quella altomedievale) provenienti da tutto il Logudoro.§ L'agricoltura è rivolta alla coltivazione della vite (cannonau DOC); è diffuso l'allevamento ovino, caprino, bovino e bufalino. Sono attive cave per l'estrazione dell'argilla.§ Nei dintorni si trova il nuraghe Santu Antine, uno dei più importanti esempi della cultura architettonica protosarda. Si compone di un torrione centrale databile fra il 1500 e il 1200 a. C., circondato da un bastione articolato su tre torri minori. Tutt'intorno sono altre costruzioni nuragiche riutilizzate in epoca romana e ruderi di strutture romane. Nel territorio è da segnalare inoltre la chiesetta romanica di Nostra Signora di Cabu Abbas.

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