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Vailati, Giovanni

filosofo italiano (Crema 1863-Roma 1909). Laureatosi a Torino in ingegneria e in matematica, quivi dal 1892 assistente di G. Peano per la cattedra di calcolo infinitesimale e dal 1895 di V. Volterra per la cattedra di meccanica razionale, preferì dal 1899 dedicarsi all'insegnamento nei licei, per poi fare parte dal 1905 della Commissione reale per la riforma della scuola media. Assiduo collaboratore dal 1904 del Leonardo, vi contrastò l'interpretazione volontaristica e “magica” del pragmatismo propria di G. Papini e di G. Prezzolini. Sottovalutato nei decenni di egemonia dell'idealismo, Vailati è ora considerato il massimo rappresentante del pragmatismo italiano. I suoi saggi, raccolti in un volume di Scritti (1911) a cura degli allievi, oltre a testimoniare una penetrante padronanza della logica formale, della matematica e dell'intreccio fra storia delle scienze e progressi dell'epistemologia, sono ricchi di suggestioni metodologiche nutrite da un originale ripensamento delle tesi di Ch. S. Peirce e di E. Mach e da una speciale attenzione ai problemi del linguaggio scientifico.

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