Widmer, Urs

scrittore e drammaturgo svizzero (Basilea 1938). Definito un “virtuoso dell'affabulare ironico e fantastico” Widmer ha esordito nel 1968 con il racconto Alois. Tra i suoi numerosi lavori in prosa in cui prevale il senso della parodia meritano menzione i racconti Die Amsel im Regen im Garten (1971; Il merlo nella pioggia in giardino), Vom Fenster meines Hauses aus (1977; Dalla finestra della mia casa), Die Forschungsreise (1974; Il viaggio di ricerca), Die gelben Männer (1976; Gli uomini gialli), Der Kongreß der Paläolepidotterologen (1989; Il congresso dei paleolepidotterologi), satira del capitalismo, del militarismo, della scienza e della religione, Das Paradies des Vergessens (1992; Il paradiso dell'oblio), riflessioni d'autore sul mondo dello scrivere e dell'editoria. Autore eclettico capace di elaborare i materiali più disparati, si è distinto anche grazie a opere drammatiche (Die lange Nacht der Detektive, La lunga notte dei detective, 1973), commedie (Nepal, 1977; Der neue Noah, Il nuovo Noè, 1984; Jeanmarie. Ein Stück Schweiz, Jeanmarie. Un pezzo di Svizzera, 1992). Si segnalano inoltre il lungo racconto Liebesbrief für Mary (1993; Lettera d'amore per Mary), il romanzo “esotico” Im Kongo (1996; In Congo) e Vor uns die Sintflut (1998; Davanti a noi il diluvio), storie di fantasia e di modernissime realtà, parabole e meditazioni metafisiche sull'imminente fine del mondo e i suoi segni premonitori. Con Der Geliebte der Mutter (2002; L'uomo amato da mia madre), l'autore mette in scena la passione ossessiva che travolge Clara, giovane e colta borghese, fino alla follia.

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