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Woolf, Virginia

scrittrice inglese (Londra 1882-1941) . Figlia del critico e filosofo sir Leslie Stevens, fu educata privatamente. Sensibile, inquieta, soffrì di gravi crisi depressive: l'ultima di queste la condusse a togliersi la vita annegandosi nell'Ouse. Nel 1912 aveva sposato lo storico e sociologo Leonard Woolf, andando ad abitare nel quartiere di Bloomsbury, dove aveva dato vita a un cenacolo di letterati e artisti (ne fecero parte E. M. Forster, i Sitwell, G. L. Lytton Strachey, Vita Sackville-West, J. K. Keynes ecc.), il cosiddetto Bloomsbury Group. Nel 1917 i Woolf avevano inoltre fondato la casa editrice The Hogarth Press, presso la quale uscirono, tra le altre, opere giovanili di T. S. Eliot e di Katherine Mansfield. I primi romanzi della Woolf – The Voyage Out (La crociera), pubblicato nel 1915 ma scritto intorno al 1906, e Night and Day (1919; Giorno e notte) – sono di stampo tradizionale, ma già i racconti di Monday or Tuesday (1921; Lunedì o martedì) preannunciano l'originalità tecnica e stilistica destinata a prorompere in Jacob's Room (1922; La stanza di Giacobbe) e a costituire la caratteristica principale dei suoi romanzi maggiori, svolti tutti in chiave più o meno autobiografica: Mrs. Dalloway (1925), in cui è avvertibile l'influsso della struttura dell'Ulisse di Joyce, To the Lighthouse (1927, Gita al faro), Orlando (1928), The Waves (1931; Le onde), The Years (1937; Gli anni) e Between the Acts (1941; Intervalli). Tra i numerosi e pregevoli volumi di saggi e scritti vari si ricordano inoltre The Common Reader (1925 e 1932), l'appassionata perorazione femminista di A Room of One's Own (1927; Una stanza propria) e A Writer's Diary (postumo, 1951; Diario di una scrittrice). Romanziera in possesso di grandi doti di penetrazione psicologica, la Woolf occupa un posto assai importante nella narrativa contemporanea, soprattutto per il suo impiego della tecnica del “flusso di coscienza (stream of consciousness)”, o monologo interiore, da lei sviluppata e affinata fino a raggiungere livelli di straordinaria sottigliezza e complessità.

M. Chastaing, La philosophie de V. Woolf, Parigi, 1951; V. Sanna, Il romanzo di V. Woolf, Firenze, 1951; J. Guiguet, V. Woolf et son oeuvre, Parigi, 1962; D. Brewster, V. Woolf, Londra, 1963; G. Melchiori, in I funamboli, Torino, 1963; N. C. Thakur, The Symbolism of V. Woolf, Oxford, 1965; C. Woodring, V. Woolf, New York, 1966; V. Amoruso, V. Woolf, Bari, 1968; Q. Bell, Virginia Woolf, Milano, 1974; M. Merlini, Invito alla lettura di Virginia Woolf, Milano, 1991.