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appendice

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Lessico

sf. [sec. XIV; dal latino appendix-dīcis].

1) Aggiunta, parte accessoria, di complemento a un'altra: appendice di un edificio; appendice di una notizia. In particolare: A) Supplemento di una pubblicazione che può servire per approfondirne punti particolari, per integrazione o per aggiornamento: enciclopedia in dieci volumi con due appendici. B) La parte di un giornale quotidiano, posta un tempo a piè di pagina, dedicata a vari argomenti di varietà e d'intrattenimento culturale (critica, narrativa, rassegne, ecc.).

2) In anatomia, formazione che appare come un prolungamento, un diverticolo o una porzione terminale di un viscere o di un osso. La più nota è l'appendice cecale o vermiforme, diverticolo cavo tubolare, strutturalmente analoga al cieco e ricca di tessuto linfoide, che si diparte per 5-20 cm dall'intestino cieco, sotto la valvola ileocecale. Altre appendici importanti sono l'appendice dell'epididimo e del testicolo, due piccole vescicole presenti nella parte anteriore di tali formazioni anatomiche dell'apparato genitale maschile; le appendici epiploiche, estroflessioni della sierosa peritoneale contenente tessuto adiposo, disposte sulla superficie del colon; l'appendice xifoide o ensiforme, porzione terminale dello sterno.

3) In filatelia, etichetta propagandistica, pubblicitaria o avente altro scopo, unita a uno o più francobolli.

Letteratura

Dall'appendice dei giornali deriva un genere letterario, il romanzo d'appendice (in francese feuilleton), il cui primo esempio è forse costituito dal Robinson Crusoe, di D. De Foe, apparso sul London Post nel 1719-20. Ma la paternità dell'idea va attribuita al giornalista francese É. de Girardin che nel 1836 iniziò sul giornale La presse la pubblicazione sistematica di romanzi d'appendice. Il primo titolo significativo fu costituito da La vieille fille di H. de Balzac. La formula ebbe immediati, vastissimi consensi. Appendicisti fortunati e famosi furono, oltre a Balzac, V. Hugo, Th. Gautier, G. Sand e soprattutto A. Dumas padre ed E. Sue. In Italia sono da ricordare, tra i numerosi autori di romanzi d'appendice, M. Serao, E. De Marchi, F. Mastriani, C. Invernizio. Tra i primi prodotti dell'industria per la cultura di massa, il romanzo d'appendice, allargando enormemente il pubblico dei quotidiani, contribuì in modo notevole allo sviluppo del giornalismo.