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còlon

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Lessico

sm. [sec. XVI; dal greco kólon]. In anatomia, parte dell'intestino crasso compresa tra il cieco e il retto. Nel colon si usano distinguere quattro porzioni; l'ascendente (situato nell'addome lungo il fianco destro), il trasverso (orizzontale, tra fegato e milza), il discendente (sul fianco sinistro) e il sigmoideo (piccolo tratto, ripiegato a S, che termina nel retto). Vedi anche apparato digerente.

Medicina: sindrome del colon irritabile

Quadro clinico di notevole frequenza (noto anche come colite spastica), dominato da alterazioni dell'alvo di carattere funzionale, consistenti in stipsi, diarrea, o nell'alternanza delle due. La base fisiopatologica di questo disturbo è un'alterazione della motilità dell'intestino, il cui risultato è una colite di tipo spastico, con stipsi, oppure al contrario diarrea, o stitichezza alternata a diarrea. In entrambe le forme è presente una dolenzia addominale sorda e continua intervallata da dolori di tipo colico.Vengono riferiti anche altri sintomi, come digestione lenta, senso di peso epigastrico, cefalea. Costante è l'atteggiamento ansioso del paziente nei confronti dei propri disturbi, che comporta spesso riduzione e modificazioni qualitative dell'alimentazione. La frequente presenza di uno stato depressivo conferma la natura neurovegetativa di questa malattia, curabile con difficoltà: i farmaci sintomatici spesso non sono efficaci o sono addirittura dannosi; utile è la psicoterapia.

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