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astóre

sm. [sec. XIV; dal latino acceptorris tramite il provenzale a(u)stor]. Uccello accipitriforme (Accipiter gentilis) della famiglia degli Accipitridi. È lungo sino a ca. 60 cm e raggiunge una apertura alare di 115 cm (le taglie maggiori sono raggiunte dagli individui di sesso femminile; il piumaggio, negli adulti, è grigio-marrone intenso nelle parti superiori del corpo, bianco con striature brune nelle parti inferiori; nei giovani si ha un prevalere delle tonalità brune superiormente e le striature delle parti inferiori sono disposte longitudinalmente anziché trasversalmente. L'astore vive nei boschi, soprattutto di aghifoglie, dell'Europa e dell'Asia settentrionali, migrando più a sud durante l'inverno. In Italia è presente un po' ovunque, ma mai numeroso. È comunque legato ai boschi maturi e di grande estensione. Dotato di un volo veloce, insegue con estrema decisione la preda (uccelli, scoiattoli, lepri) a breve distanza dal suolo. Le uova, in numero di 3-4, vengono deposte, a primavera inoltrata, in un nido costruito sugli alberi o, anche, in nidi abbandonati di altri uccelli. L'astore può essere addestrato alla caccia in un tempo assai breve. Difficoltà assai maggiori si incontrano nell'addestramento degli astori adulti, che necessitano di maneggiamento continuo e grande sensibilità da parte del falconiere. Il suo impiego nella falconeria ebbe notevole importanza per l'aggressività di questo uccello che, essendo di basso volo, era usato per cacciare pernici, oche, anatre selvatiche, lepri e conigli. Con il nome di astore si indicano anche altre specie di Accipitridi, appartenenti allo stesso genere Accipiter o ad altri generi affini.

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