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australiano, tipo-

appartenente al gruppo australomelanesoide, rappresentato dalle popolazioni indigene dell'Australia. È definibile per i seguenti caratteri: statura piuttosto alta (170 cm), arti assai lunghi rispetto al tronco (macroschelia), struttura corporea gracile, cranio grosso e allungato (dolicocefalo), con pareti molto spesse. La volta cranica è alta e carenata in alcuni gruppi di Australiani del nord, o piatta e sfuggente in quelli dell'ovest e del sud. La fronte è bassa con arcate sopraorbitarie molto sporgenti e tendenti a formare un rilievo caratteristico. Naso largo con radice depressa, dorso rilevato anche con profilo convesso e pinne larghe; la bocca è larga con labbro inferiore sporgente, prognatismo alveolare accentuato, mandibola con la sporgenza del mento poco accentuata e sfuggente, denti molto grossi anche rispetto alle voluminose ossa mascellari. La pelle ha un colorito marrone, a volte assai scuro, con sfumature rossastre; i capelli sono neri, lunghi e grossi, in genere ondulati o ricci; frequente nei fanciulli il biondismo, che non è raro anche fra le donne; tipica la calvizie degli uomini anziani. I caratteri serologici contribuiscono a staccare il tipo australiano dalle altre popolazioni vicine: essi non presentano, se non eccezionalmente, il gene Q e la variazione A₂ del gruppo sanguigno A; hanno la massima frequenza di sangue del tipo N e sono costantemente Rh positivi.

A. P. Elkin, Gli aborigeni australiani, Torino, 1956; R. Biasutti, Le razze e i popoli della Terra, Torino, 1967; C. S. Coon, L'origine delle razze, Milano, 1970; D. F. Roberts, Human Variation and Natural Evolution, Londra, 1975; I. Barrai, Introduzione alla genetica di popolazioni, Milano, 1978; J. Hiernaux, La diversité biologique humaine, Parigi, 1980; A. E. Mourant, Blood Group and Anthropology, Oxford, 1983.