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dolicocefalìa

sf. [sec. XIX; dolico-+-cefalia]. Forma della testa (o del cranio) caratterizzata dal prevalere della lunghezza sulla larghezza. Più precisamente, un soggetto viene definito dolicocefalo quando il rapporto percentuale fra larghezza e lunghezza assume un valore massimo pari a 75,9 (o 74,9 se determinato sul cranio secco). Lo studio dei crani fossili ha dimostrato che la dolicocefalia era una caratteristica pressoché costante tra le forme umane diffuse nel Paleolitico superiore. Nel Mesolitico, e particolarmente nel Neolitico, in varie aree geografiche è documentato un graduale trapasso alla brachicefalia. Il confronto tra questi dati paleoantropologici con quelli relativi alla distribuzione della dolicocefalia in popolazioni umane attuali ha costituito uno dei più significativi contributi al problema della genesi delle forme umane. Attualmente la dolicocefalia è particolarmente accentuata nei tipi umani nordico (Svezia, Norvegia, Danimarca), mediterraneo (Italia meridionale, Francia meridionale, Spagna, Portogallo), eschimide, cafro e australiano.

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