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bagno

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Lessico

sm. [sec. XIII; latino balnĕum].

1) Immersione più o meno prolungata di un corpo in acqua o in altro liquido: mettere a bagno, tenere a bagno, a mollo; nell'uso comune il termine è riferito all'immersione per scopi igienici o curativi: fare un bagno in tinozza, in vasca; bagno di mare, di fiume, di lago; costume da bagno, l'indumento succinto che viene indossato per il bagno; bagno di schiuma, di fanghi; sali da bagno; per estensione, l'esposizione prolungata a vari agenti fisici: bagno di sole, di luce;bagno turco, bagno caldo di vapore seguito da doccia e massaggio; bagno Maria, vedi bagnomaria; iperb.: essere in un bagno di sudore, grondare sudore; fig.: bagno di sangue, strage, massacro. In relazione alle modalità e finalità del bagno a scopo medicamentoso: vedi idroterapia, talassoterapia, fangoterapia, termoterapia, elioterapia, fototerapia. In floricoltura, bagno caldo: trattamento consistente nel trattenere per diverse ore piante e rami, in periodo di riposo, in acqua a 15-35 ºC così da permettere un'anticipata fioritura.

2) L'acqua o altra soluzione in cui viene immerso un corpo: ti ho preparato un bagno caldo; bagno elettrolitico, di alluminio;bagno di tintura: l'insieme di elementi come acqua, coloranti, sostanze ausiliarie e altro, già preparati per la tintura di un determinato prodotto tessile.

3) La vasca che contiene l'acqua per l'immersione: entrare nel bagno; anche il recipiente che contiene il liquido per particolari trattamenti chimici. Per estensione, il locale di un'abitazione in cui è installata la vasca da bagno o la doccia con gli altri servizi igienici: bagno padronale, di servizio;bagno pubblico, edificio attrezzato perché più persone possano usare dei servizi, a pagamento. Al pl. è usato particolarmente per indicare gli stabilimenti in cui si fanno i bagni; usato anche come toponimo: Bagni di Lucca, Bagni di Tivoli, ecc.

4) Bagno penale o solo bagno, stabilimento di pena, in cui erano rinchiusi i condannati ai lavori forzati. In Italia i bagni penali furono aboliti con R. D. del 15 giugno 1891 e trasformati nelle attuali “case di reclusione” (o ergastoli). Il nome deriva dal bagno di Livorno (1540), perché si trovava sotto il livello del mare. Si chiamavano bagni anche le prigioni turche in cui erano rinchiusi gli schiavi cristiani destinati al remo sulle galere. Uno schiavo illustre del bagno di Algeri fu Miguel de Cervantes Saavedra.

Storia e simbologia

Non si può stabilire una linea progressiva di sviluppo nella storia del bagno: esso ha avuto significati, scopi e metodi molto diversi secondo le epoche, i luoghi, i costumi. La prima vasca da bagno che si conosca risale al 1700 a. C. e proviene dal palazzo di Cnosso, fornito d'impianti igienici così perfezionati come non si ritroveranno più per molti secoli. Nei poemi omerici sono spesso menzionati i bagni sia per immersione sia per doccia, seguiti dall'unzione con olio d'oliva. Solo più tardi presso i Greci l'uso del bagno si estese a vasti strati della popolazione e divenne quotidiano quando furono istituiti bagni pubblici annessi ai ginnasi: qui il bagno, rapido e freddo, era più che altro considerato un esercizio fisico, complemento dell'attività in palestra. Fu appunto al contatto con i Greci che s'introdusse a Roma nel sec. III a. C. l'uso del bagno, in precedenza non molto frequente, con i primi edifici pubblici (terme) sorti a questo scopo. E fu proprio a Roma che il bagno raggiunse l'apice dell'importanza, della raffinatezza (con l'uso di profumi e balsami, non più abbandonato nel corso dei secoli) e della diffusione . Lo testimoniano i grandiosi resti delle terme, presenti a Roma e ovunque arrivò la civiltà romana, e le innumerevoli descrizioni lasciateci dagli scrittori (Seneca, Plinio, Svetonio, ecc.). Così oggi conosciamo tutti i particolari che regolavano la cerimonia del bagno, divenuto fulcro della vita sociale. Il bagno per immersione non era allora che l'elemento finale, mentre l'essenziale era costituito dal bagno a vapore, di provenienza orientale. Il mutamento dei costumi e il generale impoverimento dovuto alla decadenza dell'Impero romano e alle invasioni barbariche, che con la distruzione degli acquedotti resero impossibile l'uso delle terme, fecero sparire l'usanza del bagno. Le terme sopravvissero invece nell'Impero d'Oriente, soprattutto a Costantinopoli, anche dopo la conquista da parte dei Turchi, che diedero nuovo impulso e nuovi significati al bagno. In tutto il mondo islamico sorsero infatti a imitazione delle terme romane gli ḥammām, spesso attigui alle moschee . Ancora oggi per i musulmani il bagno (a vapore, seguito da frizioni e massaggi) obbedisce a prescrizioni religiose. Col nome di bagno turco, il bagno a vapore tornò in Europa con le Crociate, vi sopravvisse attraverso i secoli e lo si ritrova oggi sia nella sauna finlandese sia nel bagno russo, ecc. In tutto l'alto Medioevo intanto la costruzione di bagni pubblici in Europa fu rarissima e solo dal sec. XI essi riapparvero prima nelle città nordiche e poi in Italia, finché alla fine del Medioevo divennero molto comuni. Durante questo tempo il bagno come pratica igienica privata era rimasto privilegio dei castelli e dei monasteri e solo col Rinascimento si diffuse maggiormente, restando però sempre un lusso di pochi. Riforma e Controriforma provocarono una nuova decadenza dei bagni pubblici, dove la promiscuità dei sessi aveva dato luogo a una diffusa licenziosità. Verso la metà del Settecento cominciò a diffondersi in Francia la moda dei bagni nei fiumi e dei bagni termali; alla fine del secolo in Inghilterra si fecero i primi bagni di mare e agli inizi dell'Ottocento questo uso passò nel continente. In Italia fu all'avanguardia Viareggio, dove nel 1828 si costruì il primo stabilimento balneare, mentre i medici prescrivevano sempre più di praticare l'idroterapia . Ritornava contemporaneamente in auge il bagno a vapore e ricompariva la doccia. Ma fu soprattutto l'installazione dell'acqua corrente nelle case, da quelle signorili alle più modeste, che rese possibile una più larga diffusione del bagno, mentre i bagni pubblici tendevano a diminuire, eccezion fatta per alcuni Paesi dell'Oriente, specie il Giappone, dove la visita al bagno pubblico, come nell'antica Roma, è elemento indispensabile della vita quotidiana. § In molte religioni il bagno viene assimilato alle abluzioni a simboleggiare una purificazione. Lo stesso battesimo originariamente doveva essere una vera immersione e a questo atto si addicono i vari significati a esso attribuiti. Valore di rigenerazione ha il bagno presso i Marind-Anim della Nuova Guinea. Nell'Antico Testamento la legge mosaica obbligava le donne a un bagno mensile e la pratica vige tuttora nel bagno rituale della sposa prima del matrimonio. I manoscritti del Mar Morto ci hanno rivelato l'importanza del bagno sacro. Minuziose sono le norme imposte anche dal Corano per le abluzioni. Anche in India il bagno ha un carattere sacro: quando un indù si bagna nel Gange non purifica solo il corpo ma anche l'anima. L'avversione per i bagni presso gli asceti orientali e la Chiesa nel Medioevo deve ascriversi solo alle licenziosità che si perpetravano nei bagni pubblici della Roma imperiale, continuate anche nel Medioevo.

Etologia

In alcuni animali, specialmente negli Uccelli, fare il bagno è un comportamento di pulizia molto diffuso i cui schemi motori, innati, sono molto rigidi. Le anatre, per esempio, scuotono il corpo con le ali semiaperte e immergono il capo in modo caratteristico per aspergersi di acqua il dorso, poi, sollevandosi sull'acqua, scuotono il corpo per liberare le penne dall'acqua. Alcuni uccelli praticano il bagno di terra, altri, per esempio lo storno, il bagno di formiche, compiendo gli stessi movimenti tipici del bagno d'acqua su un formicaio o strofinandosi le formiche sul piumaggio. Funzione analoga ha probabilmente il bagno di fango di alcuni mammiferi (per esempio cinghiale, rinoceronte). Sia la terra che il fango possono aiutare l'eliminazione di parassiti molesti.