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borgata

sf. [sec. XIII; da borgo].

1) Piccolo centro abitato, caratteristico di zone con prevalente economia agricola generalmente disposto in forma allungata ai lati di una strada.

2) Per estensione, nucleo edilizio posto agli estremi margini d'una grande città, privo della completezza e dell'organizzazione necessarie per poter essere considerato un quartiere. Attorno alla città di Roma, le borgate cominciarono a essere costruite a partire dal 1924 – spesso al di fuori di ogni piano di sviluppo urbanistico – per raccogliere gli abitanti dei vecchi quartieri popolari del centro che erano stati demoliti, o quelli delle baracche raggiunte dall'estensione dei quartieri residenziali. Fin dall'inizio, le caratteristiche principali delle borgate furono la scarsa qualità dei materiali impiegati per la costruzione, la mancanza o l'insufficienza dei servizi collettivi, il sovraffollamento e, almeno in principio, l'assoluto isolamento topografico e sociale rispetto alla città. Permanendo la borgata oltre le circostanze che ne avevano determinato la creazione, e anzi espandendosi sempre più in conseguenza della crisi degli alloggi che ha colpito le grandi città, il problema del loro “risanamento” e integrazione nel tessuto urbano si pone con rinnovata urgenza alle amministrazioni locali.

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