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calce (sostantivo femminile)

sf. [sec. XIV; latino calx calcis, affine al greco chálix, ciottolo calcareo]. Prodotto della cottura (calcinazione) dei calcari "Vedi schemi di forno a calce vol. V, pag. 182" , "Per gli schemi di un forno a calce vedi il lemma del 4° volume." usato in edilizia come legante per le malte e quale materiale ricoprente per intonaci. Generalmente, a seconda che la presa avvenga in aria o sott'acqua si distinguono la calce aerea (calce viva e spenta) e la calce idraulica. La calce viva è costituita da ossido di calcio, CaO, ottenuto riscaldando a ca. 900 ºC i calcari; a tale temperatura avviene la dissociazione del carbonato di calcio in ossido di calcio e in biossido di carbonio: CaCO₃ —→ CaO+CO₂. L'operazione si effettua nei cosiddetti forni a calce , essenzialmente costituiti da forni a tino, a funzionamento discontinuo quelli tradizionali, e a funzionamento continuo quelli moderni ad alta capacità produttiva; il combustibile è più spesso il carbon fossile, del quale si consumano 10-12 kg per 100 kg di calcare. A contatto con l'acqua, la calce viva dà luogo a una vivace reazione chimica che la trasforma, con forte sviluppo di calore, in idrato di calcio o calce spenta:

L'operazione, che si dice appunto spegnimento, si effettua negli impianti moderni in tamburi rotanti, nei quali viene spruzzata nella calce viva la quantità di acqua strettamente necessaria a fornire una calce spenta in polvere (calcina) praticamente secca al tatto. Ripresa con acqua, questa forma la massa pastosa che si indica con il nome di grassello e che rappresenta il prodotto ottenuto nelle tradizionali fosse a calce o calcinaie. La calce spenta è infatti assai poco solubile in acqua, per appena lo 0,13% ca., a temperatura ambiente: la sua soluzione satura, che prende il nome di latte di calce o bianco di calce , lasciata all'aria gradualmente s'intorbida a causa della formazione di carbonato di calcio insolubile. I calcari usati per la preparazione della calce sono sempre più o meno fortemente impuri, in particolare di carbonato di magnesio (che nella calcinazione si trasforma anch'esso nel corrispondente ossido) e di argilla. La composizione del calcare di partenza determina la qualità e le caratteristiche della calce ottenuta: dai calcari assai puri si ottiene la calce detta grassa, mentre quella detta magra è più ricca in ossido di magnesio. Le calci idrauliche si ottengono dai calcari argillosi; il contenuto di argilla varia dal 5,3-8,2% delle calci debolmente idrauliche al 19,1-21,8% di quelle indicate come eminentemente idrauliche; la calcinazione si effettua in questo caso a temperature più elevate, fino a 1400 ºC. L'argilla può essere naturalmente contenuta nel calcare di partenza ma molto spesso si integra il contenuto del calcare fino al valore voluto mediante aggiunta di argilla pura. Con contenuti di argilla ancora più elevati di quello delle calci eminentemente idrauliche si passa a materiali classificati tra i cementi. I valori della resistenza meccanica della calce sono 5-10 kg/cm² a trazione e 10-15 kg/cm² a compressione.

Acqua di calce.Preparazione medicinale che consiste in una soluzione acquosa diluita di ossido di calcio. Viene impiegata come antisettico del cavo orale, antidiarroico e antiacido gastrico. È inoltre un efficace antidoto nell'avvelenamento da acido ossalico.