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malta

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Lessico

sf. [sec. XIII; lat. maltha].

1) Miscela di uno o più leganti (cemento, gesso, calce) con elementi inerti (es. sabbia) e acqua in varie proporzioni, usata per cementare mattoni e pietre.

2) Ant., dial., fango.

Edilizia

La composizione delle malte è variabile in funzione del legante e dell'impiego; le più usate sono: la malta di cemento, composta da cemento a lenta presa e sabbia con resistenza meccanica notevole e proporzionale alla quantità di cemento presente nell'impasto; trova impieghi per pavimenti e intonaci esterni. La malta di calce idraulica, per murature, composta da calce idraulica e sabbia oppure pozzolana; la seconda, pur presentando scarsa resistenza meccanica, è applicata anche per opere in presenza d'acqua o umidità. La malta di calce aerea, formata da grassello e sabbia, ha presa molto lenta e può essere impiegata solo per opere murarie fuori terra. La malta “bastarda”, a base di calce e gesso, è sovente usata per tramezzi, soffitti e intonaci, però sempre in interni. La malta di gesso, a base di gesso cotto e sabbia, è usata solo per interni. La malta mista per murature, formata da calce idraulica, cemento a lenta presa e sabbia, è adoperata per interni grossolani e per esterni. In tutte le malte particolare attenzione va posta al tipo di sabbia usata che deve essere a grana sufficientemente grossa per favorire l'impasto con il legante e che non deve presentare impurezze organiche che rendano difficoltosa la presa e l'omogeneizzazione dell'impasto. La malta viene usata allo stato plastico con poca acqua in modo da facilitarne il maneggiamento, tenendo presente che i materiali su cui viene gettata vanno opportunamente bagnati affinché non sottraggano alla malta acqua, a essa necessaria per l'indurimento. Al fine di definire la capacità d'impiego di una malta si eseguono campionature standard con una parte in peso di legante e tre parti di sabbia fina con grana compresa tra 1 e 1,5 mm; con queste si formano provini con sezione minima di 5 cm² per la prova di trazione e di 50 cm² per quella di compressione, applicando un carico rispettivamente di 1 kg/cm² per secondo e di 20 kg/cm² per secondo.

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