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cappellanìa

sf. [da cappella]. Ente di culto con fine prevalente di celebrazione di messe in una determinata cappella o a un determinato altare. Le cappellanie si distinguono in ecclesiastiche, se erette dall'autorità ecclesiastica o appartenenti e dipendenti da altro ente ecclesiastico e regolate alla stregua dei benefici, e in laicali, di fondazione privata, per donazione o testamento, e semplicemente sottoposte alla vigilanza del vescovo come ogni pia causa. L'ecclesiastico che adempie agli obblighi relativi e ne gode i redditi è detto cappellano. Soppresse in Italia dalla legge 15 agosto 1867 n. 3348, le cappellanie furono di nuovo rese possibili dal Concordato del 1929.