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cartùccia

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Lessico

sf. (pl. -ce) [sec. XIX; da carta].

1) Piccolo pezzo o involto di carta, carta di qualità scadente.

2) Munizione per armi portatili, costituita da bossolo, innesco, polvere e proiettile. Fig.: sparare l'ultima cartuccia, utilizzare gli ultimi mezzi a disposizione, fare un tentativo estremo; una mezza cartuccia, persona di piccola statura o anche da poco, di nessun valore.

3) In informatica, contenitore per proteggere e facilitare l'uso di mezzi ausiliari quali le cartucce per nastri magnetici, quelle ROM, quelle per i nastri per stampanti, ecc.

4) Termine generico con cui vengono indicati oggetti facenti parte di uno strumento, un impianto, ecc., di forma approssimativamente cilindrica e facilmente asportabili per la sostituzione (per esempio cartucce delle penne stilografiche, cartucce fusibili, ecc.). In particolare, nella tecnica automobilistica, cartucce per filtro o semplicemente cartucce, elemento filtrante non rigenerabile, costituito da un cilindro di speciale cartone sintetico ondulato, altamente poroso, disposto su incastellatura di plastica, usato per la depurazione dell'aria di alimentazione o del lubrificante dei motori a scoppio.

Armi da fuoco

Le cartucce a palla hanno il bossolo metallico, in genere di ottone ma anche di acciaio laccato e il proiettile, in piombo nudo o incamiciato, trattenuto in sede mediante una punzonatura del collarino del bossolo. Le cartucce da caccia a munizione spezzata hanno il bossolo in cartone o plastica, rinforzato sul fondo con lamierino di ottone, e contengono nell'ordine la polvere, la borra e i pallini, che sono trattenuti in sede mediante l'orlatura del bossolo contro un dischetto, o con chiusura stellare "Vedi disegni vol. V, pag. 531" . "Per i disegni vedi il lemma del 5° volume." Le cartucce Flobert e quelle calibro 22 sono a percussione anulare anziché centrale: in esse la miscela innescante è collocata all'interno dell'orlo del fondello, che ha uno spessore molto sottile onde poter essere facilmente schiacciato dalla caduta del cane. Le prime cartucce, entrate in uso verso la metà del sec. XV, erano costituite da un semplice cilindretto di carta contenente la polvere; dopo circa un secolo fu aggiunta anche la palla, trattenuta separata dalla polvere da una legatura. Nel 1846 l'armaiolo parigino Houiller brevettò due cartucce a bossolo interamente metallico, una a spillo e una a percussione anulare. La seconda disponeva di una carica di lancio costituita esclusivamente dalla miscela innescante a base di fulminato di mercurio. Nel 1856 la Smith & Wesson modificò questa cartuccia allungando il bossolo e aggiungendo una carica di polvere: era nata così la cartuccia a percussione anulare che, in calibro 22, è ancora in uso. La cartuccia a percussione centrale è stata inventata separatamente dal generale statunitense Hiram Berdan (1866) e dal colonnello inglese E. Boxer, secondo due sistemi, entrambi ancora in uso, che differiscono solo per la struttura dell'innesco. Nel Boxer l'innesco contiene l'incudine, mentre nel Berdan essa è ricavata nella sede dell'innesco stesso e fa quindi parte del bossolo.