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collettivismo

sm. [sec. XIX; da collettivo]. Dottrina che si realizza in un ordinamento economico-politico in cui la proprietà dei beni e dei mezzi di produzione appartiene alla collettività e da questa viene amministrata. Il collettivismo si definisce meglio collettivizzazione nella fase di passaggio dalla gestione privata a quella collettiva, che si diversifica in nazionalizzazione, municipalizzazione, socializzazione. L'esigenza collettiva, già attuata nelle comunità primitive, si è rinnovata in epoca moderna e contemporanea come ricerca di mezzi funzionali capaci di armonizzare il rapporto tra individuo e società e nello stesso tempo di trovare il punto di conciliazione con la razionalizzazione del lavoro, con le tecniche più perfezionate, con una più rapida distribuzione, ecc. Secondo le dottrine marxiste e socialiste il collettivismo è invece un postulato su cui si fonda una società, dove sono comuni sia la proprietà dei beni sia quella dei mezzi di produzione: in questo campo vanno citati i kolchoz e i sovchoz costituiti in Unione Sovietica, le comuni agricole della Cina e di Cuba e i kibbutzim di Israele.

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