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collimatóre

sm. [sec. XIX; da collimare]. In ottica, dispositivo per effettuare la collimazione di un fascio luminoso, o comunque per individuare una visuale; la visuale può essere individuata proiettandovi l'immagine dell'incrocio dei fili di un reticolo appartenente allo strumento. Un collimatore può creare un'immagine luminosa all'infinito dell'incrocio dei fili di un reticolo o, come avviene negli spettroscopi, di una fenditura. L'obiettivo Ob crea un'immagine della sorgente S sul diaframma D munito di un reticolo o di una fenditura; la lente L ne proietta l'immagine all'infinito. Sostanzialmente identico è il cannocchialecollimatore usato negli strumenti topografici per determinare l'allineamento tra due o più punti. Il tipo più preciso è costituito essenzialmente da un cannocchiale munito di reticolo. Questo è formato da due fili sottili sostenuti da un telaio nel cui centro si incrociano ad angolo retto; il telaio è situato in modo tale che il punto d'incrocio dei fili passi per l'asse ottico del cannocchiale e il piano individuato dai fili stessi sia perpendicolare all'asse ottico. Poiché l'asse di collimazione dello strumento è rappresentato dall'asse ottico, si ottiene la collimazione tra un punto e l'osservatore quando l'immagine del punto si sovrappone al punto d'incrocio dei fili del reticolo. Un altro tipo di cannocchiale collimatore è il cannocchiale di puntamento usato per la collimazione delle armi di bordo dei vari mezzi (aerei, navi, carri armati, ecc.), siano queste di lancio (armi automatiche, missili) o, nel caso di velivoli in cui il pilota controlla l'armamento, anche di caduta (bombe con sgancio orizzontale e/o a tuffo). I collimatori sono diventati notevolmente complessi e perfezionati e utilizzano apparecchiature radar e giroscopiche e complessi anemometrici, che consentono una precisa misura della distanza del bersaglio ed eseguono automaticamente le correzioni rese necessarie dagli spostamenti del mezzo, soprattutto dalle eventuali evoluzioni dalla quota e dalla velocità di volo degli aeroplani. I dispositivi che riuniscono insieme le funzioni di proiettare l'immagine di un reticolo e di individuare una linea di mira sono detti autocollimatori. Il cannocchiale autocollimatore, o ad autocollimazione è costituito da un sistema oculare Oc₁, Oc₂, un obiettivo Ob, una sorgente luminosa S, una lamina L inclinata a 45º rispetto all'asse del cannocchiale, un reticolo T. La luce del fascio, riflessa da L, attraversa l'obiettivo e viene riflessa dalla superficie riflettente R anche lontanissima; l'obiettivo crea in A´ l'immagine del reticolo A; A e A´ coincidono, o meno, a seconda che la linea di mira del cannocchiale sia o meno perpendicolare alla superficie riflettente R. Allora l'osservatore, mediante l'oculare, può osservare la coincidenza o meno dei due punti ed eventualmente, mediante un micrometro oculare, misurare lo sdoppiamento delle due immagini A‟e A‴, ossia la distanza AA´, quindi l'angolo compreso fra la linea di mira e la perpendicolare a R in P. Sullo stesso principio si basano strumenti ottici usati nei laboratori tecnologici per il controllo del parallelismo di superfici piane e per la misura di piccoli angoli.§ In topografia, il termine collimatore equivale a mira e la sua funzione è quella di consentire la collimazione sui punti per effettuare le osservazioni e le misure di campagna.

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