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corticosteróne

sm. [cortico-+sterone]. Ormone corticosteroide detto anche “composto B di Kendall”. È chimicamente l'11-diidrossipregnene-3-20-dione. Si ottiene dall'estratto di corteccia surrenale o più comunemente per sintesi a partire dall'acido desossicolico, dal cortisone o dall'11-desossicorticosterone. È una sostanza bianca cristallina, insolubile in acqua, solubile nei solventi organici. Viene prodotto in quantità di 1,5-4 mg giornalieri in seguito a idrossilazione del desossicorticosterone. Il corticosterone ha prevalente azione glicocorticoide ed è dotato di elevata attività specifica. La sua somministrazione rafforza sensibilmente la resistenza dell'organismo allo shock, alle infezioni e ad altri tipi di stress. Possiede tuttavia anche effetti mineralcorticoidi: a dosi elevate è capace, come l'aldosterone, di mantenere in vita l'animale surrenectomizzato, impedendo la comparsa dell'insufficienza renale e cardiocircolatoria. Viene adoperato nella terapia del morbo di Addison, nell'ipotensione, in alcune forme di astenia e di esaurimento. Per prolungato impiego può provocare iperglicemia, acne, disturbi psichici e del ciclo mestruale.

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