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noradrenalina

sf. [da nor(male)+adrenalina]. Sostanza fisiologica contenuta nelle terminazioni delle fibre postgangliari del sistema simpatico, dove determina la trasmissione degli impulsi nervosi dalle fibre agli organi effettori. La noradrenalina funge da mediatore chimico della trasmissione nervosa anche a livello del sistema nervoso centrale, dove tuttavia il suo ruolo fisiologico non è stato ancora sufficientemente chiarito. Nelle terminazioni simpatiche la noradrenalina viene sintetizzata a partire dagli amminoacidi fenilalanina e tirosina, attraverso una catena di trasformazioni metaboliche. Subito dopo la sua formazione la noradrenalina viene concentrata in speciali organelli vescicolari contenuti nel citoplasma della terminazione nervosa; ivi si deposita sotto forma di complessi con proteine e ATP. All'arrivo di un impulso nervoso una certa quantità di noradrenalina si libera dai depositi delle vescicole diffondendosi nel citoplasma e quindi verso la membrana della cellula effettrice che si trova a contatto della terminazione nervosa. Attraverso questo meccanismo la noradrenalina controlla il tono dei vasi sanguigni, l'attività della muscolatura liscia dell'intestino, dell'utero e dell'iride, lo stato di replezione della milza, la produzione pancreatica di insulina, la scissione epatica del glicogeno in glucosio. Una volta espletati i suoi effetti, il contingente di noradrenalina liberato dall'impulso nervoso viene in parte metabolizzato e in parte riassunto. Mediante N-metilazione la noradrenalina si trasforma in adrenalina nella midollare del surrene, dove è presente un enzima specifico che catalizza tale trasformazione. Nell'uomo la somministrazione di noradrenalina produce aumento della pressione arteriosa, riduzione riflessa della frequenza cardiaca, aumento delle resistenze vascolari periferiche, riduzione del flusso sanguigno a livello del rene, del fegato, del cervello e dei muscoli scheletrici. La noradrenalina è teoricamente indicata negli stati ipotensivi acuti e come vasocostrittore e decongestionante locale; tuttavia, per la rapidità dell'inattivazione metabolica, essa viene poco adoperata in terapia. Effetti simili a quelli della noradrenalina, ma più duraturi, sono ottenibili con diversi farmaci adrenergici sintetici. Alcuni di essi (simpaticomimetici diretti) interagiscono con i recettori tessutali della noradrenalina producendo effetti sovrapponibili a quelli prodotti dalla liberazione del mediatore chimico fisiologico. I più comuni farmaci di questo tipo sono la neosinefrina, il metaraminolo, la nafazolina, l'ossimetazolina. Vi sono inoltre farmaci simpaticomimetici indiretti che liberano la noradrenalina dai depositi delle terminazioni postgangliari simpatiche: l'efedrina, l'idrossiefedrina, le amfetamine. Una caratteristica di queste sostanze è la capacità di esercitare effetti stimolanti sul sistema nervoso centrale con una persistente azione adrenergica a livello periferico.

Bibliografia

W. S. Root, F. G. Hofmann, Physiological Pharmacology, New York-Londra, 1963; L. L. Iversen, The Uptake and Storage of Noradrenaline in Sympathetic Nerves, Londra-Cambridge, 1967; J. W. Phillis, The Pharmacology of Synapses, Oxford, 1970; M. Mancia, Fisiologia del sistema nervoso, Milano, 1985.

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