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edonismo

sm. [sec. XIX; dal francese hédonisme, che risale al greco hēdone, piacere]. Dottrina filosofica che considera fine ultimo dell'uomo il conseguimento del piacere, bene massimo, a cui si contrappone come male il dolore. Tra i Greci, la più compiuta definizione dell'edonismo risale ad Aristippo di Cirene (o, secondo alcuni interpreti, Aristippo il Giovane); ma il rappresentante più famoso è Epicuro. Per la filosofia posteriore, vedi anche utilitarismo ed eudemonismo. Nel Novecento il filosofo tedesco H. Marcuse nel suo saggio On Hedonism (1938; Per la critica dell'edonismo) insiste sul tema della felicità personale e ne rileva l'incompatibilità con il lavoro, come testimonia l'esistenza stessa del proletariato. Tra i filosofi contemporanei M. Onfray è quello che maggiormente indaga e propugna le ragioni dell'edonismo. Egli indica un'arte della vita che privilegi la cultura, l'intensità delle emozioni e il piacere. In Théorie du corps amoureux: pour une érotique solaire (2000; Teoria del corpo amoroso. Per un'erotica solare) afferma che il corpo e le sue espressioni devono essere celebrati, anziché mortificati; Onfray, tuttavia, non intende rifiutare la spiritualità in se stessa; propone, invece, una spiritualità non religiosa, in armonia con la filosofia e le scienze. Il filosofo francese vede nell'edonismo un tentativo per sfuggire all'infelicità, poiché il dolore è per lui il male estremo.

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