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emopericàrdio

sm. [sec. XX; emo-+pericardio]. Raccolta di sangue nel cavo pericardico che si verifica in seguito a diversi fattori: ferite penetranti del cuore e dei grossi vasi, rottura spontanea della parete del cuore e malattie emorragiche o tumori. I traumi del pericardio, soprattutto per ferite da arma da fuoco o da punta, sono tra le cause più frequenti di emopericardio, che può essere anche provocato da emorragie capillari in caso di scorbuto, nefrite, leucemia acuta, ecc. Nel 90% dei casi la ferita cardiaca interessa la parete di un ventricolo. Le ferite atriali sono più rare e interessano di solito l'atrio destro. I sintomi dipendono dalla rapidità con cui avviene l'emorragia. Conseguenza di una rapida raccolta di sangue nella cavità pericardica può essere il “tamponamento cardiaco”, caratterizzato dalla forte compressione sul cuore con mancato riempimento delle cavità cardiache. Ne consegue una stasi venosa con successivo collasso circolatorio. È necessario in tal caso lo svuotamento per incisione del sacco pericardico e la contemporanea correzione dell'anemia. L'organizzazione fibrosa dei coaguli e della cotenna di fibrina sulle pareti cardiache può portare a pericardite costrittiva.