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essiccòsi

sf. [da essiccare+-osi]. Disidratazione organica da alterato metabolismo elettrolitico; può interessare le cellule (essiccosi cellulare), il liquido interstiziale (essiccosi extracellulare) o cellule e liquido (essiccosi globale). La prima condizione si verifica quando, per deficiente escrezione renale di cloruro sodico (per esempio nel diabete insipido), aumenta la concentrazione elettrolitica del liquido interstiziale, che provoca fuoruscita di acqua dalle cellule; la seconda s'instaura per mancanza di elettroliti, come avviene nelle malattie con vomito e diarrea persistenti; la terza quando si hanno forti perdite di liquidi non compensate da adeguate introduzioni di essi.§ Condizione morbosa, che può colpire i bambini nei primi mesi di vita, caratterizzata da febbre transitoria (38-39 °C.), generalmente in 3a-4a giornata, elevata disidratazione con eccessiva diminuzione di peso (più del 10%), apatia, irrequietezza, cute anelastica, secca, occhi incavati, sete, grida. La terapia consiste in una pronta e abbondante introduzione di acqua per bocca (100-150 cm3 per kg di peso corporeo) o fleboclisi con soluzione fisiologica e glucosata.