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fémmina

(ant. e lett. fémina), sf. [sec. XIII; latino femína].

1) L'individuo di una specie animale che, in seguito a fecondazione, partorisce i figli o depone le uova: nella tua famiglia ci sono più femmine che maschi; la femmina dell'orso, una tigre femmina. In particolare, dal punto di vista biologico, negli organismi pluricellulari, l'individuo che produce esclusivamente ovocellule o macrogameti. Negli organismi unicellulari, l'individuo che si trasforma in macrogamete.

2) Donna, specialmente con riferimento ai caratteri specifici che la differenziano dall'uomo e spesso con senso spregiativo: “vanità che è di tutte le femmine” (Carducci). In particolare, donna che possiede requisiti fisici e psicologici tali da renderla attraente per l'uomo (anche agg.): una signora molto femmina.

3) Come sf. e agg. inv., di elemento di una coppia di organi meccanici che porta uno o più fori destinati ad alloggiare le corrispondenti parti sporgenti del secondo elemento, detto maschio: la femmina dell'incastro.

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