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informazióne asimmètrica

teoria economica, sviluppata a partire degli anni Settanta del Novecento, che si occupa del ruolo dell'informazione nell'equilibrio del mercato. Numerosi economisti tra cui i premi Nobel George A. Akerlof, A. Michael Spence e Joseph Stiglitz hanno posto le basi dell'analisi dei mercati in presenza di informazione asimmetrica, ovvero in situazioni in cui uno dei due agenti, acquirente o venditore, è meglio informato dell'altro. Le applicazioni di questa teoria sono numerose e riguardano ambiti molto diversi. Colui che chiede un prestito ha maggiori informazioni sulla sua capacità di restituzione rispetto a chi lo concede, il manager ha più informazioni degli azionisti sulle prospettive di profitto dell'impresa, l'assicurato è meglio a conoscenza del suo potenziale di rischio di incidenti rispetto alla compagnia di assicurazione, il venditore ha più informazioni del compratore riguardo alla qualità del prodotto o del servizio. Gli agenti economici meno informati utilizzano allora dei segnali per carpire indirettamente informazioni. Le condizioni del prestito indicano quanto sia probabile secondo il debitore la sua restituzione, il livello di istruzione è a volte utilizzato come segnale di produttività nel mercato del lavoro, la distribuzione di dividendi come indicatore di possibilità di profitto dell'impresa, il prezzo può rappresentare agli occhi dell'acquirente un segnale di qualità del bene o servizio. Per far fronte a una situazione di informazione asimmetrica è altresì possibile che gli agenti meno informati estraggano informazioni dai più informati, come lo screening effettuato dalle compagnie di assicurazione che dividono i clienti in classi a diverso rischio e offrono una gamma di contratti, in cui minori rischi possono essere scambiati con premi assicurativi significativamente minori. Tra le principali cause dell'informazione asimmetrica vi è l'esistenza di un costo costituito dal prezzo pagato per il servizio di informazione da colui che è meno informato. Le conseguenze che si possono verificare riguardano la selezione avversa di prodotti di bassa qualità, per cui l'acquirente consapevole di detenere minori informazioni rispetto al venditore, sovrastima il rischio dell'acquisto ed è quindi disposto a pagare un prezzo particolarmente basso in corrispondenza del quale il venditore può offrire solo prodotti non di buona qualità. Ma le applicazioni della teoria economica dell'informazione hanno anche contribuito a spiegare aumenti vertiginosi negli interessi sui prestiti in mercati locali del Terzo Mondo, l'esistenza di disoccupazione pur in presenza di una domanda e un'offerta di lavoro non soddisfatte, la distribuzione di dividendi agli azionisti anche se con trattamenti fiscali particolarmente gravosi.

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