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magnète

sm. [sec. XIV; dal latino alchimistico magnes-etis, risalente al greco Mágnēs (líthos), (pietra) di Magnesia (dotata di proprietà magnetiche)]. Corpo che, libero di muoversi, assume una particolare orientazione rispetto alla direzione di un campo magnetico esterno. Un magnete esercita azioni attrattive e repulsive in presenza di altri magneti e attira a sé pezzettini di ferro. In un magnete si distinguono sempre due regioni magnetizzate, alle due estremità, di segno opposto, chiamate poli, separate da una zona centrale, detta neutra. Il polo di un magnete che, sotto l'azione del campo magnetico terrestre, si orienta verso il polo Nord è detto Nord; l'altro è detto polo Sud. Poli di nome opposto di magneti diversi si attraggono, poli dello stesso nome si respingono. Non sono ancora stati trovati in via sperimentale dei poli magnetici isolati (monopòli magnetici). I magneti si classificano, secondo l'origine, in magneti naturali, se costituiti da materiali dotati naturalmente di proprietà magnetiche, e in magneti artificiali, se la magnetizzazione è stata prodotta da un campo magnetico esterno. Secondo la durata delle proprietà magnetiche, i magneti si chiamano naturali, se le proprietà magnetiche esistono soltanto durante il passaggio di corrente in un avvolgimento esterno; si tratta in tal caso di materiali come ferro dolce, acciaio al silicio, certe leghe di ferro e nichel, ferro e cobalto, ferro-nichel-cobalto e il sistema costituisce un elettromagnete. I magneti si chiamano invece permanenti se si tratta di materiale ad alto campo coercitivo e alto magnetismo residuo (vedi isteresi), sicché sono capaci di conservare inalterate per anni le loro caratteristiche magnetiche, anche se riscaldati (entro certi limiti), mossi ciclicamente entro circuiti magnetici, sottoposti a vibrazioni. I magneti permanenti sono costituiti da leghe speciali, acciai con percentuali elevate di tungsteno, cobalto, nichel, alluminio, molibdeno, rame, vanadio; di uso recente la lega Heusler costituita da rame, manganese, alluminio. Tali leghe sono in commercio sotto nomi particolari (alnico, remalloy, vicalloy e altre) e vengono scelte, ognuna, in base alle caratteristiche e alle funzioni, per il particolare pezzo che se ne vuol ricavare. Una delle più comuni applicazioni dei magneti permanenti si ha negli strumenti elettrici di misura; attualmente i magneti permanenti sono usati nelle televisioni a colori e per pezzi di grandi dimensioni nella costruzione di macchine elettriche quali alternatori, dinamo, motori sincroni. Per il magnete d'accensione, vedi accensione.

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