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onomàstica

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Definizione

sf. [sec. XX; da onomastico]. L'insieme dei nomi propri di una o più lingue o dialetti; anche la disciplina linguistica per lo studio scientifico dei nomi propri, nella quale si distingue l'antroponimia che ha per oggetto lo studio dei nomi propri di persona e la toponomastica che ha per oggetto lo studio dei nomi propri di luogo.

L'onomastica greca e latina

Nell'epigrafia classica, e soprattutto in quella latina, è molto utile la conoscenza delle regole seguite nell'attribuzione dei nomi propri di persona. Nelle iscrizioni greche, in cui comparivano personaggi identificati di solito mediante il solo nome individuale, esso era spesso seguito dal patronimico, cioè dal nome del padre al genitivo. In quelle attiche, dopo il nome individuale e il patronimico (o tra essi) veniva indicato il demotico, cioè l'aggettivo derivato dal nome del demo, la circoscrizione territoriale cui apparteneva il personaggio. Più rigide e complesse le regole a Roma, dove l'individuo aveva tre nomi: quello personale (praenomen), quello della gens(nomen, o gentilizio), quello della famiglia (cognomen). In età imperiale un singolo individuo poté avere numerosi cognomina, mentre per distinguere due o più fratelli, invece che variare i prenomi si diedero loro diversi cognomi. Nelle iscrizioni, il prenome viene di regola abbreviato (A.=Aulus, C.=Gaius, L.=Lucius, M.=Marcus, ecc.) mentre rimangono invariati il gentilizio (per esempio Antonius, Cornelius, Domitius, Iulius, Iunius, Tullius) e il cognome (per esempio Ahenobarbus, Brutus, Caesar, Cicero, Scipio). Dopo i primi due elementi si indicavano il patronimico (prenome del padre, seguito da filius: A. f.=Auli filius, figlio di Aulo, P. f.=Publi filius, figlio di Publio) e la tribù; seguiva il cognome. Le donne, di solito, portavano un solo nome, ricavato dal gentilizio del padre (Tullia, la figlia di M. Tullius Cicero; Iulia, la figlia di C. Iulius Caesar); esso, dalla prima età imperiale in poi, veniva talvolta seguito o anche sostituito da un cognome derivato dal diminutivo di quello paterno: per esempio Valeria Messalina, Vipsania Agrippina, ecc.

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