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ottóne

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Lessico

sm. [sec. XIII; prob. dall'arabo laṭūm, rame].

1) Lega costituita essenzialmente da rame e zinco con percentuali di zinco variabili dal 5 al 45÷50%: tubo, maniglia di ottone.

2) Al pl., famiglia di strumenti a fiato fabbricati in ottone o in altro metallo. In questo senso il gruppo si contrappone a quello dei legni. Dal punto di vista acustico il carattere più saliente che li accomuna è il tipo di imboccatura: un bocchino contro il quale le labbra dell'esecutore appoggiano e si contraggono in modo da formare, sotto l'impulso del fiato, una doppia ancia vibrante. I principali ottoni dell'orchestra sono il corno, la tromba, il trombone e la tuba; la vasta famiglia dei flicorni è presente soprattutto nelle bande.

Metallurgia

In base alle soluzioni solide corrispondenti ai vari intervalli di composizione, gli ottoni sono classificati in ottoni α, a struttura cristallina cubica a facce centrate (Zn 0÷33%), ottoni α+β (Zn 33÷47%), ottoni β, a struttura cubica a corpo centrato (Zn 46÷51%). Nelle soluzioni solide lo zinco sostituisce il rame nel reticolo cristallino del rame e pertanto gli ottoni α presentano le ottime caratteristiche di duttilità e malleabilità del rame e sono particolarmente idonei alla deformazione plastica a freddo, specie quando il tenore di zinco è basso. Se la concentrazione di zinco supera il 33% compaiono nella lega cristalli della soluzione solida β che conferiscono una notevole fragilità specialmente alle temperature ordinarie. Perciò gli ottoni α+β possono essere lavorati per deformazione plastica solo a caldo, mentre quelli costituiti solamente dalla forma β non si prestano alla produzione né di semilavorati né di getti. Gli ottoni β sono utilizzati come materiale di apporto nelle giunzioni per brasatura di altri ottoni. § Esistono, in pratica, molti tipi di ottone in rapporto alla composizione della lega; ottoni speciali si ottengono aggiungendo a rame e zinco anche piccole quantità di altri elementi come alluminio, stagno, piombo, ferro, nichel, ecc. Gli ottoni comuni e speciali sono largamente utilizzati per le loro ottime caratteristiche meccaniche, tecnologiche, di resistenza alla corrosione atmosferica e da parte delle acque, di conducibilità termica ed elettrica, ecc. Le aggiunte di altri elementi migliorano il comportamento in opera degli ottoni dal punto di vista della resistenza alla corrosione (alluminio e stagno), delle caratteristiche meccaniche (ferro, nichel, manganese), della lavorabilità alle macchine utensili, della tenuta a pressione come nel caso degli ottoni al piombo, largamente usati per la fabbricazione di viti, bulloni, rubinetti, valvole, minuteria metallica, ecc. Quanto alla resistenza alla corrosione degli ottoni comuni, che in generale è ritenuta buona, specie quando le superfici sono nichelate o cromate, si osserva che questi materiali, in particolari condizioni di ambiente e di sollecitazioni, possono essere suscettibili di un particolare tipo di corrosione comunemente denominata “decadimento stagionale degli ottoni”. L'evoluzione di questo fenomeno viene attribuita all'azione contemporanea di ambiente aggressivo (presenza nell'atmosfera di ammoniaca o di composti ammoniacali, di anidride solforosa, di mercurio o suoi composti, ecc.) e di sollecitazioni (tensioni interne residue e azioni esterne di esercizio). Particolari trattamenti termici distensivi atti ad attenuare e distribuire in modo uniforme le tensioni interne e rivestimenti protettivi delle superfici esposte possono efficacemente prevenire questo tipo di corrosione. Gli ottoni sono utilizzati nelle più svariate costruzioni dalle industrie meccaniche, navali, elettriche, chimiche, termotecniche, ecc. Inoltre spesso sono impiegati nell'edilizia per la loro buona resistenza alla corrosione e a scopo decorativo (componenti idrosanitari, pannelli, profilati, parti di serramenti, ecc.).