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pallavólo

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Tecnica e regole

(anche palla a vólo), sf. [sec. XX; palla1]. Sport che si pratica fra due squadre di 6 giocatori ciascuna (oltre altrettante riserve) su un campo di 18 x 9 m delimitato da linee tracciate da un minimo di 1 m da ogni ostacolo in palestra e di 2 m nei campi all'aperto. Il campo è diviso a metà da una rete alta 1 m, lunga 9,50 m e tesa a 2,43 m dal suolo per le gare maschili e 2,24 m per quelle femminili. Sul campo sono tracciate una linea che divide in due quadrati il terreno di gioco e altre due parallele a questa che delimitano in ciascuna metà campo una zona di difesa e una di attacco. Le aree di battuta sono segnate da due tratti di 15 x 5 cm tracciati perpendicolarmente e alla distanza di 20 cm rispetto alla linea di fondo (uno sul prolungamento della linea laterale di destra, l'altro a 3 m a sinistra del primo). Il pallone, di cuoio con camera d'aria, ha una circonferenza di 65-67 cm e un peso di 250-280 g. L'incontro si gioca su un massimo di cinque set: nei primi quattro si devono totalizzare 25 punti per ogni set con almeno due punti di scarto sugli avversari (in caso contrario il gioco procede a oltranza); nel quinto, invece, i punti da realizzare sono 15, sempre però con due punti di scarto sugli avversari (altrimenti si procede a oltranza). L'incontro è diretto da un collegio arbitrale formato dal primo e dal secondo arbitro, due giudici di linea e un segnapunti. La partita inizia con la battuta, assegnata per sorteggio ed effettuata lungo tutta la linea di fondo (contrariamente a quanto stabilito in precedenza, la palla può anche toccare la rete). Nell'area avversaria la palla deve essere respinta prima che tocchi terra, può essere toccata solo tre volte e ogni giocatore può colpirla con qualsiasi parte del corpo ma non per due volte consecutive. Il pallone deve essere colpito nettamente e mai accompagnato, spinto o portato e neppure mai trattenuto. Il compito delle due squadre è quello di far toccare la palla a terra nella parte avversaria e pertanto con uno o due passaggi si cerca di preparare una “schiacciata”, cioè un violento colpo che proietti il pallone dall'alto in basso. Il gioco viene interrotto per qualsiasi errore: palla colpita irregolarmente, inviata fuori campo, lasciata cadere a terra, invasione di piede o di mano nel campo avversario, quattro passaggi, ecc. Ogni azione vale un punto, quale che sia la squadra alla battuta (il “cambio palla”, infatti, è stato abolito). A ogni cambio di battuta i giocatori della squadra che l'ha vinta (a eccezione del “libero”, contraddistinto da una maglia di colore diverso rispetto a quella dei compagni) devono modificare il proprio schieramento compiendo una rotazione di una sola posizione in senso orario. A ogni interruzione possono essere effettuate sostituzioni; il numero dei giocatori in campo deve comunque essere sempre di sei.

Storia

Il gioco della pallavolo è nato a “tavolino”, negli Stati Uniti, alla fine del sec. XIX, nell'intento di ripetere il successo ottenuto dalla pallacanestro. La pallavolo è stata ammessa alle Olimpiadi nel 1964. In Italia, dove è regolata dalla Federazione Italiana Pallavolo (FIPAV, fondata nel 1947), la pallavolo ha ottenuto risultati eccellenti a livello sia di squadre di club sia, soprattutto, di Nazionale: la squadra maschile ha conquistato sei titoli europei (1989, 1993, 1995, 1999, 2003, 2005), tre titoli mondiali (1990, 1994, 1998), otto World League (1990, 1991, 1992, 1994, 1995, 1997, 1999 e 2000) e la medaglia d'argento alle Olimpiadi di Atlanta (1996) e di Atene (2004). Da segnalare inoltre i grandi progressi della rappresentativa femminile, che dopo un bronzo (1999), un argento (2001) e un oro (2007) agli Europei, ha conquistato il primo Campionato mondiale della sua storia nel 2002 e la Coppa del Mondo nel 2007 e nel 2011; nel 2008 ha vinto i Giochi del Mediterraneo e nel 2009 gli europei e il Grand Champions Cup.

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