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piretoterapìa

sf. [sec. XX; dal greco pyretós, febbre+terapia]. Metodo di cura specifica consistente nel provocare nel malato uno stato febbrile transitorio. Può essere attuato con mezzi fisici (bagni caldi, diatermia, onde corte), con sostanze chimiche, vaccini o tossine batteriche di specie diversa da quella che sostiene la malattia, o infine determinando nel paziente un'infezione controllata. L'introduzione nell'organismo di queste sostanze viene fatta per via parenterale. La piretoterapia è ancor attuata nei casi di piodermiti resistenti agli altri sistemi di cura, di sifilide nel periodo terziario, specie se si tratta di paralisi progressiva, mediante l'inoculazione di parassiti malarici (malario-terapia), ecc.

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