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poliomielite

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Definizione

sf. [sec. XX; dal greco poliós, grigio+mielo-+-ite]. Processo infiammatorio della sostanza grigia del midollo spinale, a decorso acuto o cronico, con diverse localizzazioni elettive (corna anteriori, laterali, posteriori). La classificazione delle varie forme cliniche si basa sul decorso e sulla sede; di tutte la più importante è la poliomielite anteriore acuta, malattia infettiva ed epidemica, detta anche malattia di Heine-Medin e paralisi infantile perché colpisce con maggior frequenza i bambini. L'agente patogeno è un virus filtrabile neurotropo, che si trasmette per contagio diretto con i colpi di tosse e con lo starnuto, essendo presente anche nella mucosa nasofaringea; conferisce un certo grado d'immunità.

Decorso

Dopo un periodo di incubazione di 4-8 giorni la malattia inizia con il periodo d'invasione caratterizzato dai sintomi generali di uno stato infettivo acuto; coesistono spesso coriza, angina eritematosa e disturbi gastrointestinali. La temperatura si eleva talvolta a 39-40 ºC, mentre il paziente si dimostra sonnolento e prostrato, oppure insonne e delirante. Presto insorgono i sintomi nervosi (cefalea, rachialgia, iperestesia degli arti), dipendenti da irritazione meningea: la rigidità della nuca non è rara e, nei soggetti molto giovani, si possono avere convulsioni generalizzate, disturbi degli sfinteri, sudorazione profusa. Il periodo d'invasione varia d'intensità secondo i casi, potendo presentarsi con caratteri molto gravi, oppure con sintomi così lievi da passare quasi inosservati; dura 24-48 ore, poi la febbre diminuisce o si estingue, mentre i segni dello stato infettivo migliorano. In questo momento si manifestano le paralisi, gradualmente o improvvisamente, e inizia il periodo paralitico con l'instaurarsi di una forma di paraplegia, di quadriplegia, di emiplegia, di monoplegia, ecc. I disturbi paralitici interessano con predilezione gli arti inferiori, il tronco e la nuca. Si tratta di paralisi flaccide con ipotonia dei muscoli e abolizione dei riflessi tendinei. La sensibilità oggettiva e la funzione degli sfinteri rimangono integre. Le paralisi restano stazionarie per un tempo che varia da caso a caso, secondo la gravità e l'estensione delle lesioni, poi lentamente regrediscono in parte; i muscoli che avevano manifestato minori alterazioni dell'eccitabilità elettrica possono riprendere un certo grado di funzione, mentre gli altri vanno incontro ad atrofia degenerativa. Il periodo di regressione si può prolungare per settimane e mesi. Il contrasto fra i gruppi muscolari paralitici e atrofici e quelli rimasti sani o poco colpiti dà luogo a particolari atteggiamenti viziosi degli arti e del tronco, a contratture false dipendenti da retrazioni fibrotendinee, a deformità varie (scoliosi e lordosi vertebrale, piede equino varo o valgo, piede piatto, ginocchio ricurvato, lussazione nell'anca, mano di scimmia, ecc.). Quando il soggetto colpito è in tenera età si ha arresto di accrescimento degli arti interessati, che diventano freddi e cianotici.

Profilassi

La profilassi si attua con l'isolamento del malato e con vaccinazione preventiva mediante vaccini antipoliomielitici. Mentre nei Paesi sviluppati la malattia è stata praticamente eradicata, rappresenta tuttora un grave problema in quelli in via di sviluppo.