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prolèssi

sf. [sec. XVI; dal greco prólēpsis, anticipazione, da prolambánein, prendere prima].

1) Nella retorica classica, figura che consiste nel confutare preventivamente una prevista obiezione dell'avversario. Nella moderna stilistica, figura retorica per cui si enuncia come contemporaneo di un'azione un fatto o un concetto che in realtà ne è la conseguenza: per esempio, si copriva di neve il bianco monte, cioè si copriva di neve e quindi diventava bianco.

2) Figura sintattica che consiste nell'anticipare quell'elemento che si vuole porre in maggior rilievo. È abbastanza frequente sia nella lingua letteraria (“me ad evocar gli eroi chiamin le Muse” [Foscolo]) sia in quella comune (questa soddisfazione me la voglio prendere).