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puléggia

(ant. poléggia), sf. [sec. XVI; latino *polidía, risalente al greco pólos, asse, perno]. Organo usato per trasmettere il moto, fra alberi gener. paralleli. In particolare, in meccanica razionale, vedi carrucola.

Meccanica

La puleggia è formata da un mozzo attraversato dall'albero e da una corona esterna dello stesso materiale del mozzo che può essere guarnita con idoneo materiale per aumentare il coefficiente di attrito o per non deteriorare l'elemento col quale viene a contatto. Le pulegge "Per i diversi tipi di puleggia vedi i disegni a pg. 115 del 18° volume." "Per i diversi tipi di puleggia vedi disegni al lemma del 16° volume." sono realizzate in legno, metallo, materie plastiche o altri materiali resistenti; in ogni caso, quando la puleggia ha dimensioni notevoli la corona è collegata al mozzo per mezzo di razze a sezione generalmente lenticolare. Esternamente la corona assume diverse forme in funzione degli organi coi quali viene a contatto: piatta, leggermente bombata, solcata da una o più scanalature trapezoidali, ecc.; quando la trasmissione avviene con una catena ad anelli la corona ha, ricavate per fusione, impronte che evitano lo scorrimento fra i due elementi. Molte volte le pulegge sono folli sull'albero e servono a sostenere cinghie o funi di trasmissione molto lunghe; quando la puleggia folle funge da tendicinghia prende il nome di galoppino; alcune volte viene fissata una puleggia folle a leggero contatto con cinghie veloci con la funzione di smorzarne le oscillazioni diminuendo la lunghezza libera di flessione. Accanto alle catene a rulli tipo Renold, delle quali conservano l'assenza di slittamento, si sono diffuse trasmissioni e cinghie dentate. Tali cinghie si impegnano in pulegge dentate e non necessitano di lubrificazione. In esse, dovendo mantenere ciascuna puleggia perfettamente cilindrica, una delle pulegge dentate sulle quali scorre la cinghia porta degli anelli di contenimento per evitarne lo scarrucolamento. La proprietà di trasmettere il moto fra alberi secondo un rapporto che dipende dal loro diametro è sfruttata per avere diverse velocità di taglio su macchine utensili munite di conopuleggia; si usano anche riduttori a pulegge espansibili che cambiano rapporto di trasmissione con continuità, entro determinati limiti, grazie a due pulegge formate ognuna da due dischi tronco-conici uguali che, scorrendo assialmente, fanno cambiare a piacimento il diametro primitivo dove lavora la cinghia di trasmissione.