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roulette

sf. francese (da rouler, rotolare, girare). Gioco d'azzardo tra i più famosi e diffusi, la cui pratica, vietata dalla legge italiana, è ammessa soltanto in alcuni casinò autorizzati dallo Stato: Campione, Saint-Vincent, Sanremo, Venezia. Di origine italiana, come conferma l'antico nome di “girello” usato a Firenze nel sec. XVI per indicare un gioco d'azzardo analogo alla roulette, ebbe poi grande diffusione nei sec. XVII e XVIII in Francia, donde fu bandito nel 1836; colpito da ripetuti divieti in molti degli Stati europei, il gioco della roulette è attualmente monopolio dei casinò. La roulette, strumento del gioco, è costituita da un piatto (diametro 30 cm), rotante su un perno centrale, suddiviso in 37 settori numerati e contrassegnati dai colori rosso e nero alternati, e verde; in particolare 18 settori sono rossi (quelli corrispondenti ai numeri 1, 3, 5, 7, 9, 12, 14, 16, 18, 19, 21, 23, 25, 27, 30, 32, 34, 36), 18 neri (numeri 2, 4, 6, 8, 10, 11, 13, 15, 17, 20, 22, 24, 26, 28, 29, 31, 33, 35), mentre il colore verde contrassegna lo zero; nei casinò il piatto della roulette è incassato in una conca al centro del tavolo da gioco e gli fanno ala due tableaux sui quali sono riportati entro tre file affiancate di 12 caselle ciascuna i numeri della roulette, mentre altri scomparti del tappeto verde contrassegnati da sigle, scritte e colori esprimono le diverse combinazioni che possono essere giocate. All'inizio di ogni giocata il direttore di gioco (croupier) imprime al piatto della roulette un movimento rotatorio e vi getta, in senso contrario a quello di rotazione, una pallina che, dopo ripetuti giri e rimbalzi andrà a disporsi, con l'esaurirsi del moto, nell'incavo di un settore determinando così il numero e le combinazioni vincenti. I giocatori, ciascuno munito di una dote in fiches, effettuano le proprie puntate prima che il piatto sia messo in movimento o mentre esso si muove, ma comunque prima che il croupier abbia pronunciato il fatidico rien ne va plus che conclude le puntate. Eccezionalmente sono ammesse le puntate in contanti. In ordine decrescente di valore le puntate e le vincite corrispondenti sono le seguenti: su un numero solo (en plein), 35 volte la posta; su 2 numeri contigui di un tableau (cheval, cavallo), 17 volte la posta; su 3 numeri contigui, cioè sulle tre caselle trasversali del tableau (trasversale piena), 11 volte la posta; su un gruppo di 4 numeri, cioè su due coppie di caselle contigue in verticale (carré, quartina), 8 volte la posta; su 6 numeri contigui, cioè su due trasversali successive del tableau (trasversale semplice), 5 volte la posta; sui 12 numeri della prima, seconda, terza dozzina (rispettivamente contrassegnate sul tableau dalle lettere P, M, D, première, moyenne, dernière) e corrispondenti ai numeri 1-12, 13-24, 25-36, 2 volte la posta; sui 12 numeri del tableau contigui in verticale (colonne), 2 volte la posta; le combinazioni semplici cioè pair e impair (tutti i numeri pari, tutti i numeri dispari), passe e manque (numeri dall'1 al 18, dal 19 al 36), rosso e nero, danno diritto a una vincita pari alla posta; come tutte le altre, le combinazioni semplici si giocano disponendo il numero desiderato di fiches sugli scomparti del tappeto verde contrassegnati dalle scritte o dai colori corrispondenti. L'entità delle vincite è calcolata in funzione delle probabilità d'uscita di un numero o combinazione sebbene sussista un lieve margine di vantaggio per il banco. Quando la pallina va a disporsi sullo zero, il banco paga gli en plein, i cavalli e i carré dello zero, ma ritira tutte le altre puntate eccetto le combinazioni semplici, sospese fino al colpo successivo. Puntate particolari sono gli orfanelli, la serie 5/8, i vicini di un numero determinato, e le finali (per esempio: finale 3=numeri 3, 13, 23, 33), che si giocano consegnando a uno degli addetti al tavolo le fiches che quest'ultimo disporrà sul tableau.

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