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scafo

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Lessico

sm. [sec. XVII; dal greco skáphos, da skáptein, scavare].

1) Nella costruzione navale, il corpo del bastimento, cioè l'insieme degli elementi strutturali che realizzano la forma esterna, la suddivisione interna, la robustezza generale e locale.

2) Negli idrovolanti e nei mezzi anfibi privi di galleggianti, la fusoliera che serve anche a fornire la spinta idrostatica necessaria per il galleggiamento.

Cenni storici

Nella costruzione di una nave, di solito, le dimensioni e le forme dello scafo si rilevano dal piano di costruzione e dai piani generali; questi ultimi indicano anche la suddivisione interna e la destinazione dei diversi locali e zone. In ogni scafo la parte che sta normalmente immersa è chiamata opera viva, la restante opera morta; le parti dello scafo che interessano la galleggiabilità sono rese stagne mediante opportune soluzioni costruttive e idonee norme operative.

In passato lo scafo delle navi era di legno; verso la metà del sec. XIX comparvero le prime unità con lo scafo in ferro. In quello stesso periodo vennero realizzate anche molte unità con scafo composito (per esempio clipper, bastimenti militari ecc.); in tali navi parte della struttura era metallica (costole, bagli, paramezzale, puntelli ecc.), mentre restavano di legno chiglia, fasciame esterno di ponti, stive, sovrastrutture ecc. Ben presto la costruzione di scafi compositi venne abbandonata; sino a non molto tempo fa, però, diversi motoscafi veloci, specie militari, avevano scafo composito. Durante la prima guerra mondiale, per la necessità di ridurre l'impiego di materiali ferrosi, furono costruite numerose navi con scafo totalmente o parzialmente in cemento armato; in seguito, quando si normalizzò il mercato dei materiali siderurgici, tale tipo di struttura decadde per essere ripresa con criteri moderni.

Per lo scafo delle unità minori e delle imbarcazioni si sono diffusi quelli in resina poliestere rinforzata con fibre di vetro, carbonio e kevlar; esistono anche imbarcazioni in acciaio e in leghe leggere come anche scafi in ferrocemento; è ancora adottata la costruzione in legno. Poiché la moderna marina mercantile richiede navi diversificate e specializzate, la costruzione dello scafo viene studiata e realizzata secondo criteri specifici per ogni tipo di natante.

Tecnica costruttiva

La conformazione della fusoliera a scafo è studiata in modo da favorire il passaggio dalle condizioni di flottaggio idrostatico a quelle di sostentamento idrodinamico. Notevolmente più pesante di quello di un velivolo terrestre, dovendo sopportare le elevate pressioni che si manifestano sul suo ventre soprattutto durante l'ammaraggio, lo scafo è anche caratterizzato da resistenze aerodinamiche elevate, essendo dotato di gradini (redan) ventrali che consentono di raggiungere, anche a velocità di flottaggio relativamente basse, le condizioni di sostentamento idrodinamico, e di elementi, quali per esempio i bordini paraspruzzi, fonti anch'essi di resistenze aerodinamiche. Sotto l'aspetto costruttivo, gli scafi sono caratterizzati dall'impiego di fasciame di notevole spessore, collegato a una robusta e fitta struttura interna, da frequenti chiodature e dal fatto che almeno la loro sezione ventrale è suddivisa in compartimenti stagni, in modo da assicurare il galleggiamento dell'idrovolante anche ove dovessero verificarsi infiltrazioni locali d'acqua.

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