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serenàta

sf. [sec. XIV; da serenare, con accostamento a sera].

1) Composizione, accompagnata o meno da canto, indirizzata di sera o di notte a una donna come espressione di omaggio, sotto le finestre della sua casa. Nella musica colta famosi esempi di serenata si trovano nell'opera (dal Don Giovanni di W. A. Mozart aIl barbiere di Siviglia di G. Rossini, a Il trovatore di G. Verdi). Passata nel genere strumentale verso il 1770, la serenata si trasformò (allo stesso modo del divertimento e dell'analoga cassazione) in pezzo autonomo, suddiviso in tre o più parti. Esempi celebri si devono ad F. J. Haydn, Mozart (Eine kleine Nachtmusik, Haffner Serenade), L. van Beethoven, J. Brahms, A. Dvořák, P. I. Čajkovskij, R. Strauss, A. Schönberg, I. Stravinskij.

2) Per estensione, canti e schiamazzi fatti per beffa nei confronti di qualcuno.