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shingle style

loc. angloamericano (propr., stile dell'assicella di legno). Stile architettonico sviluppatosi tra il 1870 e il 1890 nel Nordamerica e caratterizzato dall'uso di tavolette di legno come copertura di tetti a falde e rivestimento esterno di pareti. Le tavolette erano in genere ricavate da travi di shingle oak (Quercus imbricaria), legno originario del New England, ma anche da altre essenze tipicamente americane come il cedar, il white pine, il chestnut. La preferenza data al legno come materiale da costruzione derivava dal suo facile reperimento e dalla tradizione coloniale americana; tale architettura, infatti, si sviluppò soprattutto sulla costa orientale degli USA, quella della prima colonizzazione, e specialmente nel Long Island, Rhode Island e New England. Tipica dello shingle style, che venne applicato soprattutto a case per la borghesia, simboli di un trionfante benessere, fu un'eccezionale freschezza d'ispirazione. Il riferimento era a precedenti esclusivamente autoctoni e non caratterizzati da alcun canone se non dall'uso di particolari materiali; per questo motivo lo shingle style fu l'occasione per il progressivo liberarsi dell'architettura americana dalle pastoie accademiche, aderendo a schemi nuovi e genuini. Volendo adattarsi al terreno, le case dello shingle style furono ideate con grande libertà compositiva, senza nessuna ricerca di simmetria; la continuità del rivestimento in legno permetteva inoltre una grande schiettezza strutturale e un perfetto inserimento nel paesaggio. Tra i numerosi architetti che parteciparono al movimento si ricordano W. Emerson, W. Eyre, B. Price, H. H. Richardson. Anche F. L. Wright costruì per sé una casa shingled (Oak Park, 1889) e da questa esperienza furono influenzate le sue prime opere.

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