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sovèscio

sm. [sec. XV; da sovesciare]. Pratica agricola consistente nell'interramento con aratura o vangatura di piante erbacee allo scopo di arricchire di sostanza organica il suolo. Le piante utilizzate sono generalmente Leguminose quali trifoglio, veccia, lupino e fava, perché nei loro apparati radicali vivono in simbiosi i batteri del genere Rhizobium, fissatori di azoto atmosferico. Adottato fin dall'antichità, e particolarmente vantaggioso dove scarseggia il letame, il sovescio conferisce anche compattezza ai terreni sciolti e scioltezza ai terreni argillosi, intensificando nel contempo l'attività microbica del suolo.

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