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surround

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Definizione

v. inglese (propr., circondare, accerchiare) usato in italiano come sm. Particolare tipo di sistema stereofonico grazie al quale, mediante un'opportuna disposizione degli altoparlanti,l'ascoltatore viene avvolto dal suono come se si trovasse al centro della scena.Il surround si basa su due o più altoparlanti ausiliari, detti satelliti, che, posizionati posteriormente o lateralmente all'ascoltatore, riproducono i suoni provenienti dal di dietro.

Cenni storici

I primi prototipi di surround risalgono agli anni Quaranta del sec. XX quando la Walt Disney lo utilizzò per immergere totalmente gli spettatori del film Fantasia in quello che definì Fantasound. Negli anni successivi, grazie all'ampia diffusione della registrazione stereofonica, che è alla base del surround, vennero effettuati i primi tentativi di registrazione quadrifonica (4 microfoni anziché 2), ben presto abbandonati a causa degli alti costi degli impianti di registrazione e trasmissione del segnale. Negli anni Settanta, tuttavia, l'idea di una riproduzione più fedele dei suoni, specie nel cinema, riprese piede, grazie soprattutto al ricorso di effetti speciali (Incontri ravvicinati del terzo tipo, Guerre stellari ecc.). Nacque così il Dolby Surround, seguito dal Dolby Pro Logic e quindi dal Dolby Digital. Da allora si è intensificata la ricerca di tecnologie volte a migliorare al massimo l'effetto presenza (tra le più diffuse, oltre al Dolby Digital, il DTS, Digital Theater Systems, l'SRS Circle Surround e il Silent Cinema di Yamaha), tutte comunque basate su una codifica digitale delle informazioni spaziali, su un sistema di decodifica e su un'amplificazione multicanale (da 4 a 6 canali) con casse satellite disposte intorno all'ascoltatore in posizioni differenti a seconda del sistema scelto.

Tecnica

Alla base del surround c'è la differenza di fase con cui un segnale acustico raggiunge le orecchie dell'ascoltatore o i microfoni che raccolgono il suono. Lo spettro di frequenza di un segnale frontale è differente da quello di uno posteriore e il nostro cervello è in grado di riconoscerli e distinguerli. Le due casse frontali di un sistema stereofonico non sono in grado di rigenerare tutte le differenze di fase e di spettro del segnale originale ed è per questo motivo che, per quanto buona sia, la riproduzione stereofonica riproduce un ambiente piatto. La scena sonora stereofonica riesce a coprire uno spazio di ca. 170 gradi frontalmente all'ascoltatore a patto che questo si trovi nel centro focale delle due casse acustiche. Aggiungendo due altoparlanti posteriori, di potenza notevolmente inferiore a quelli frontali, e indirizzando a questi il segnale ottenuto dalla differenza del segnale sinistro/destro degli altoparlanti frontali, si riproduce un ambiente surround anche senza utilizzare particolari codifiche. Unico accorgimento è che la registrazione, eseguita con due microfoni panoramici, non sia manomessa da interventi di montaggio o filtraggio elettronico. Questo sistema di surround è sufficiente per ampliare lo spazio sonoro riprodotto ma non permette di intervenire, in fase di produzione, per generare effetti sonori o per modificare i livelli e la direzione di provenienza dei suoni posteriori. A questo scopo sono nati i codificatori digitali che partendo da registrazioni mono e tramite l'intervento di un computer possono posizionare i suoni in qualsiasi punto dello spazio virtuale che verrà ricreato al momento dell'ascolto. I sistemi di codifica utilizzano speciali processori audio, i DSP, capaci di intervenire sulla fase dei vari suoni e sullo spettro di frequenza, così da permettere al tecnico audio di spostare a piacere la posizione e la distanza della sorgente sonora. Il risultato del processo di codifica è un segnale stereofonico che può essere registrato e trasmesso dai normali sistemi hi-fi. La registrazione surround può essere riprodotta da un comune apparato stereo; in questo caso, tuttavia, non saranno presenti gli effetti posteriori. Per ricreare l'effetto surround l'impianto deve essere dotato di un decoder compatibile con la codifica del segnale ricevuto e le casse acustiche devono essere posizionate secondo lo schema previsto da quel tipo di codifica. Tutti i sistemi surround sono in grado di modificare le caratteristiche di equalizzazione e riverbero dell'ambiente di ascolto per riprodurre i ritardi e gli echi caratteristici di locali come discoteche, sale da concerto, chiese, auditorium, palestre e persino automobili.