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tèrra

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Lessico

sf. [sec. XIII; latino terra].

1) Il corpo celeste sul quale vivono gli uomini e che rappresenta il terzo pianeta del sistema solare; viene per lo più considerato come nome proprio e pertanto scritto con l'iniziale maiuscola: rotazione della Terra attorno al proprio asse. Usato spesso come sinonimo di mondo, sia in contrapposizione al cielo, inteso come universo, sia, con senso più ristretto, come vita terrena in contrapposizione a quella soprannaturale ed eterna: essere pellegrini su questa terra. Nell'uso familiare, in frasi enfatiche: cose che non stanno né in cielo né in terra, incredibili o inconcepibili. Per metonimia, il genere umano in quanto abita il pianeta: “così percossa, attonita / la terra al nunzio sta” (Manzoni).

2) La parte compatta e solida della superficie terrestre, specialmente quella che emerge dalle acque: le terre emerse; un istmo di terre;terra ferma, v. terraferma; vento di terra, che spira dall'interno verso il mare; spesso in contrapposizione a mare e aria: sbarcare a terra, metter piede a terra (da imbarcazioni e velivoli o anche da veicoli); rimanere a terra, non fare in tempo a imbarcarsi o anche a partire su un velivolo o su un veicolo. Familiare iperb.: per mare e per terra, dappertutto.

3) Strato superficiale della crosta terrestre, inteso come sinonimo di suolo: alzarsi, sollevarsi da terra; tunnel che corre sotto terra; sentirsi mancare la terra sotto i piedi (anche fig., sentirsi perduto); raso terra o terraterra, rasentando, sfiorando il suolo; fig., anche come agg., per indicare scarso valore, mediocrità, scialbore: fare ragionamenti terraterra (invece, riferito a imbarcazioni: navigare terraterra, costeggiare). In equitazione, nell'alta scuola, uno dei passi vari del cavallo.

4) In elettrotecnica, il suolo considerato come corpo conduttore a potenziale zero: collegamento a terra (v. terra).

5) Per estensione, qualsiasi superficie su cui ci si muove o si agisce (piano stradale, pavimento di una stanza, di un veicolo e simili): sedersi per terra; familiare: andare per terra, cadere. In varie loc. estensione e fig.: gettare, mettere a terra, prostrare, avvilire; abbattere fisicamente, moralmente o economicamente; essere a terra, essere demoralizzato o in pessime condizioni economiche.

6) Il materiale friabile o incoerente di cui è costituito lo strato superficiale della crosta terrestre; terriccio: scavare la terra; un cumulo di terra; essere sporco di terra; in particolare, quello che contiene gli elementi necessari alla nutrizione delle piante ed è perciò destinato alla coltivazione; terreno: zappare la terra; terra coltivata, fertile;terra vergine, che non è mai stata coltivata; con riferimento alla composizione chimica del terreno: terra argillosa, calcarea; terra grigia, lo stesso che podsol; terra nera, lo stesso che cernozëm. Con valore collettivo, i campi, la campagna: i frutti della terra; i lavoratori della terra, i contadini. Per estensione, possedimento rurale: ereditare le terre di qualcuno.

7) Estensione più o meno vasta della superficie terrestre, regione, territorio: terre lontane, selvagge; la terra natale, la patria; terra bruciata, paese abbandonato al nemico che avanza dopo aver bruciato le coltivazioni e distrutto le case; terra di nessuno, zona neutra tra due eserciti nemici; Terra santa, per i cristiani, i luoghi in cui visse Gesù; Terra promessa, v. promesso. Per estensione, anticamente, centro abitato, specialmente se fortificato; città: “Lecco, la principale di quelle terre” (Manzoni).

8) Denominazione generica, per lo più precisata da opportune determinazioni, di varie sostanze incoerenti e polverulente, le terre: A) Terra decolorante, sostanza naturale contenente gruppi funzionali attivi nei confronti di sostanze coloranti. Si tratta di una miscela di attapulgite e montmorillonite sottoposte a preventiva calcinazione. Viene impiegata usualmente in letti percolanti attraversati da un liquido da decolorare; la terra decolorante è usata in modo massimo per gli oli. La rigenerazione della terra avviene per nuova calcificazione. B) Terra di Siena, pigmento inorganico ottenuto a partire da terra estratta da cave nei pressi di Siena. Chimicamente è formata da ossido e silicati di ferro, silice, allumina; viene calcinata sia al fine di ossidare le materie organiche presenti, sia per trasformare il ferro bivalente in trivalente. I colori che si ricavano variano, in funzione della temperatura di calcinazione, dal giallo, al rosso, al marrone. C) Terra d'ombra, pigmento naturale usato direttamente (color marrone) o dopo calcinazione (color rosso); strutturalmente è definibile come un'argilla ricca in ossido di manganese e sesquiossido di ferro. D) Terre rare, gruppo di minerali contenenti elementi trivalenti con proprietà chimiche e fisiche molto simili (v. lantanidi). Il nome di terre rare deriva dalla loro presunta rarità in natura. E) Terra sigillata, nome dato dagli archeologi a una varietà di ceramica diffusa in età ellenistica nel mondo greco e soprattutto in età imperiale nelle province romane, caratterizzata dalla ricopertura a vernice lucente rossa o arancione. La decorazione è impressa oppure a rilievo, ottenuta con matrici. Rientrano in questa categoria i vasi megaresi di età ellenistica, quelli aretini di età augustea, la terra tardo-italica e la terra chiara di età imperiale. Le forme più comuni sono i piatti, le tazze, le coppe e i crateri. F) In fonderia, materiale di formatura costituito da sabbia legata con una quantità di materiale argilloso superiore al 5%. Una terra si dice sintetica quando è ottenuta aggiungendo argilla a una sabbia fino ad arrivare alle proprietà volute. Le terre da fonderia debbono avere: buona coesione, cioè essere tali da poter assumere e conservare la forma che viene loro data; discreta permeabilità ai gas che si sprigionano nella forma durante la colata; ottima refrattarietà, cioè resistenza alla sollecitazione termica durante la colata e il raffreddamento del getto.

9) Concetto religioso e simbolico che appare in diverse religioni nelle quali la terra è stata personificata nella Terra Madre e fatta oggetto di culto.

Edilizia

I movimenti di terra si rendono necessari ogni volta che si deve effettuare uno scavo o un rilevato; in genere, la terrarimossa durante l'esecuzione di opere civili (per esempio una strada, una massicciata ecc.) viene reperita (o scaricata) in cave realizzate lungo il tracciato, oppure è trasportata da un punto di scavo a uno di riporto per livellare le pendenze. La terra rimossa durante gli scavi per fondazioni viene utilizzata per riempimenti di fosse, cave abbandonate nei pressi dei centri abitati, ma talvolta viene accumulata a creare collinette artificiali. Le operazioni richiedono mezzi meccanici sia per lo scavo, sia per il sollevamento e il trasporto delle terra rimosse, ciò richiede, durante la messa in opera di un cantiere, uno studio già a livello di progettazione dell'opera.

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