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lantànidi

sm. pl. [da lantanio]. Famiglia di 15 elementi chimici tra loro simili e precisamente, in ordine di numero atomico crescente dal 57 al 71, lantanio, cerio, praseodimio, neodimio, promezio, samario, europio, gadolinio, terbio, disprosio, olmio, erbio, tulio, itterbio e lutezio. Questi elementi, detti anche lantanoidi, con scandio, zirconio, ittrio e torio, che li accompagnano quasi sempre nei loro minerali, sono indicati anche con il nome (che sta cadendo in disuso) di elementi delle terre rare. In realtà, nella crosta terrestre i lantanidi sono contenuti in una quantità media superiore a quella di vari elementi considerati comuni e che però si rinvengono più concentrati e possono venir più facilmente estratti dai loro minerali. Fa eccezione il promezio che non si rinviene in natura ed è un elemento artificiale fortemente radioattivo che si forma nei processi di fissione nucleare dell'uranio. In natura i lantanidi sono contenuti in un centinaio di minerali diversi, sempre in miscela tra loro anche se taluni minerali risultano più ricchi nei lantanidi a minor peso atomico e altri in quelli più pesanti. Tra i primi i più abbondanti sono la monazite e la bastnäsite, mentre i lantanidi pesanti prevalgono nello xenotime e nella gadolinite. Eccetto che per il cerio, la separazione dei singoli lantanidi dalle miscele dei loro composti è in genere molto complicata a causa delle strette analogie tra questi elementi: la si effettua per cromatografia su colonne di resine scambiatrici di ioni. I lantanidi possono poi venir ottenuti allo stato metallico per elettrolisi dei loro cloruri fusi o per riduzione degli ossidi con alluminio o con calcio. I nitrati dei lantanidi venivano usati nella fabbricazione delle reticelle Auer delle lampade a gas e gli ossidi si usano in quella dei filamenti di alcune lampade usate in spettroscopia. Alcuni ossidi di lantanidi trovano impiego nella fabbricazione di vetri speciali. Allo stato di elementi liberi i lantanidi presentano aspetto e proprietà tipicamente metalliche; all'aria si ossidano facilmente e riscaldati a 150-200 ºC in atmosfera di ossigeno si incendiano trasformandosi nei loro ossidi. Nei loro composti circa la metà dei lantanidi sono esclusivamente trivalenti; alla valenza tre samario, europio, tulio e itterbio affiancano quella di due, mentre cerio, praseodimio e terbio quella di quattro, tutte meno stabili. Come cationi trivalenti essi formano sali per lo più facilmente solubili, incolori quelli di lantanio, cerio, gadolinio, lutezio e itterbio, verdi o verdastri quelli di praseodimio, tulio e disprosio, rosa quelli di europio, erbio e terbio, gialli quelli di samario e olmio e violetti quelli del neodimio.