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ultrà (sociologia)

tifoso di una squadra sportiva, dal comportamento fanatico e intimidatorio che spesso sfocia nella violenza (dal francese . Gli ultrà sono diffusi negli sport di massa e quindi, in Italia, nella pallacanestro e soprattutto nel calcio. Storicamente, in Italia, i primi gruppi ultrà nacquero verso la fine degli anni Sessanta del Novecento come fenomeno imitativo degli hooligans inglesi. Mode, simboli e linguaggi vennero attinti dalle contemporanee altre espressioni giovanili: i movimenti studenteschi del 1968, gli autonomi del 1977 ecc. Di qui, tra gli ultrà, le “Brigate rossonere”, il “Collettivo Autonomo Viola” e così via. Alla stessa stregua, negli anni Ottanta nelle “curve” degli stadi si diffusero linguaggi e miti dell'estrema destra, con frasi e comportamenti inneggianti al razzismo e all'intolleranza. Diversi studi sociologici hanno sottolineato il ruolo di cassa di risonanza di conflitti e fenomeni sociali svolto dagli stadi. Per gli ultrà, infatti, con i loro striscioni, i loro cori, i loro rituali folcloristici e il disinteresse per il gioco effettivo, il tifo sportivo è scollegato dalla pratica sportiva e diventa sempre più valvola di sfogo violento di una marginalità sociale.

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